AGLI INTERNATIONAL OPERA AWARD INSIEME A FIN DE PARTIE VINCE ASMIK GRIGORIAN

La premiazione stasera al Sadler's Well di Londra incorona l'opera di Kurtág commissionata dalla Scala come miglior "World Premiere" del 2018. Miglior "Female singer" è Asmik Grigorian, lo straordinario soprano lituano atteso a maggio per Die tote Stadt, mentre miglior "Young Singer" è Marina Viotti, che debutterà nella prossima Stagione. 

In un anno felice per la musica contemporanea, tanto da costringere gli organizzatori ad allargare a otto la rosa dei finalisti che includeva nomi illustri come George Benjamin (Lessons in love and violence) e Alexander Raskatov (GerMANIA), la palma della migliore World Premiere è andata a Fin de partie, l'opera tratta dalla pièce di Beckett commissionata dal Teatro alla Scala a György Kurtág, e andata in scena lo scorso novembre con la direzione di Markus Stenz e la regia di Pierre Audi. Nel corso della cerimonia di premiazione che si è svolta ieri sera al Sadler's Well di Londra il premio come miglior "Female Voice" è stato assegnato al soprano lituano Asmik Grigorian, acclamatissima Salome l'estate scorsa a Salisburgo nella produzione diretta da Franz Welser-Möst con la regia di Romeo Castellucci e attesa alla Scala dal 28 maggio come protagonista di Die tote Stadt di Korngold con la direzione di Alan Gilbert e la regia di Graham Vick. Un motivo di soddisfazione per la Scala, la cui prossima produzione di Idomeneo diretta da Diego Fasolis con la regia di Matthias Hartmann (dal 16 maggio) vede nei panni di Elettra Federica Lombardi, già allieva dell'Accademia e fresca vincitrice del Premio Abbiati dell'Associazione dei critici italiani. Tra i premi londinesi da segnalare anche la "Young Singer" Marina Viotti, che debutterà alla Scala nella prossima Stagione.

La prima assoluta di Samuel Beckett: Fin de partie, Scènes et monologues di György Kurtág è stato un evento lungamente atteso dal mondo musicale e salutato dalla stampa internazionale come un evento di portata storica. "Il capolavoro conclusivo del ventesimo secolo è andato in scena il mese scorso alla Scala" scrive Alex Ross sul New Yorker e aggiunge: "Quest'opera più che la traduzione di un testo letterario in musica è una sorta di collaborazione postuma. E, come l'Otello di Verdi, è alla pari con il superbo testo da cui è tratto. Beckett ha aspettato Kurtág per tutto questo tempo". Zachary Woolfe sul New York Times commenta: "Guardate il mondo e guardate quest'opera squisita, a questo miracolo di dedizione, sapienza e cura".

Fondato nel 2012 da Harry Hyman e da Opera Magazine, l'International Opera Award è il più autorevole premio internazionale in campo operistico e conta tra i suoi "Patrons" Mirella Freni, Plácido Domingo, Janet Baker e Thomas Allen.