ALEATICO DELL'ELBA ASCOLTANDO IL BOLERO DI RAVEL 

18.10.2020

(Augusto Oriani) L'Aleatico e l'Isola d'Elba: giusto abbinamento tra, terra,mare e sole. Questa situazione geografica fa si che il prodotto sia unico. La storia racconta di questo vitigno di provenienza ellenica e che fu introdotto sulla l'isola dai romani, e che il nome potrebbe derivare da un termine latino riferito a luglio, mese della sua maturazione. Secondo altri Studiosi l'Aleatico sarebbe di origine Toscana.Degli studi genetici hanno dimostrato che ha un legame di parentela diretta con il moscato bianco. Attualmente questo vitigno è coltivato in Toscana,nelle province di Lucca, Pisa, Grosseto e Livorno, in particolare sulla fascia costiera(in vecchi vigneti promiscui)e sull'isola d'Elba, dove era utilizzata anche come uva da tavola.

Illustri personaggi legati all'Elba come Cosimo De' Medici e poi Napoleone Bonaparte ne incentivarono la coltivazione e diffusione, essendone essi stessi grandi estimatori.

Si dice che Napoleone nella solitudine dell'esilio sull'isola, pare provasse conforto in questa bevanda prelibata.

Insomma si parla di duemila anni di storia che profumano di aleatico e si parla degli elbani, gente forte, coriacea proprio come il suo "scoglio" da cui ha saputo stillare un nettare tanto prezioso.

La produzione vinicola è stata una voce importante dell'economia elbana, con cui la popolazione ha vissuto fin dalla metà del 1900. All'epoca il profilo dell'isola era disegnato da muri a sasso e da terrazze; così si coltivava non solo l'aleatico ma anche tutte le altre uve: il Sangiovese (Sangioveto), il Procanico, l'Ansonica; il 35% della superficie elbana era coltivata a vite.

Le zone impervie e scoscese, che si estendevano fino a 300 metri sul livello del mare, ardue da raggiungere, costituivano quella "viticoltura eroica" che per decenni ha caratterizzato il paesaggio elbano. Erano filari forti che crescevano aggrappati a terreni rocciosi, saturi di minerale, spesso raggiungibili solo con asinelli carichi dei pesanti contenitori.

La crisi economica degli anni 70,fece si,che anche la produzione vinicola ne fosse danneggiata, ma l'elbano è tosto e dopo anni di fatica e investimenti, oggi si è riusciti a risalire la china e ritrovare la qualità e l'eccellenza anche con tecniche avanzate nella vinificazione e con l'ausilio di professionisti del settore: agronomi ed enologi.

Proprio allo scopo di difendere la produzione elbana e in barba ai vecchi campanilismi, di cui l'isola è sempre vissuta, è stato creato oggi un "Consorzio di Tutela". Sono 30 i produttori che vi hanno aderito, 16 di questi imbottigliano in proprio; l'azienda più piccola si estende su 1,5 ettari, la più grande su 16,5 ettari.

L'Elba possiede attualmente 150 ettari di vigneti iscritti alla DOC e vanta una produzione di circa 400.000 bottiglie.

Aleatico passito

Caratteristiche

Colore: rosso rubino carico, talvolta con riflessi violacei, tendente al granato con l'invecchiamento.

Composizione aleatico 100%

Abbinamenti

Dolci, frutta secca, crostate di frutta, creme e frutti di bosco


Fonte: https://italiansnews.com/

il consiglio dell'ascolto del Bolero di Ravel è opera de Il Televisionario2.net