CAVALLERIA RUSTICANA DI MASCAGNI PER IL REGIO OPERA FESTIVAL

09.06.2022
_Cavalleria Rusticana_ph andrea macchia_
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( Alessandra Giorda- Torino) Nella  splendida cornice del settecentesco Palazzo Arsenale, che ospita la Scuola di Applicazione ed Istituto di Studi militari dell'Esercito Italiano, si svolge la seconda edizione di Regio Opera Festival che ha inaugurato la stagione estiva il 7 giugno scorso con  un'opera in un unico atto di Pietro Mascagni, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, tratto dalla novella omonima di Giovanni Verga: Cavalleria rusticana,  considerata la prima opera "verista" italiana.

Grande affluenza di pubblico in una serata fresca e piacevole in un raffinato contesto dove tanta  bellezza  non si allinea con un'acustica certo non delle migliori e a farne le spese sono i cantanti. 

Tuttavia il pubblico ha applaudito convinto per una serata all'insegna della spensieratezza e della cultura. Variegato nell'età grazie anche all'ottima campagna pubblicitaria che il Teatro Regio sta facendo con Tinder per "parlare" sempre più ai giovani e mette a disposizione ottime promozioni per i giovanissimi.

Doveroso è riconoscere il duro lavoro del direttore artistico Sebastian F. Schwarz che, con le poche disponibilità economiche ricevute, riesce a fare i salti mortali e portare in scena spettacoli d'interesse.

Anastasia Boldyreva, mezzosoprano, nei panni di Santuzza si mette in luce sotto il profilo attoriale molto brava a far trasparire i sentimenti di amore e  gelosia per Turiddu che si è invaghito di Lola, ma presenta  delle grosse difficoltà vocali, anche se nel duetto con Turiddu risulta vocalmente piacevole.

Marco Berti, che sostituisce il collega Stefano La Colla, è Turiddu con un ottimo strumento vocale che s'impone sul palco. Un bel colore ed un notevole timbro per una voce tenorile che dà lustro alla serata. Ottima padronanza scenica.

Misha Kiria, nel ruolo di Alfio, svolge una recita non brillante con difficoltà vocali e nulla di particolare da sottolineare in quelle attoriali.

Lucia, mamma di Turiddu, è messa in scena da Agostina Smimmero che, come sempre, si fà apprezzare  per una coinvolgente recitazione supportata da una bella voce nel registro di mezzosoprano.

Valeria Girardello, anch'ella mezzosoprano, è Lola estroversa e ben dosato il suo personaggio.

Sul podio a dirigere molto bene Orchestra e Coro del Teatro Regio la prestigiosa bacchetta di Francesco Ivan Ciampa.

Come sempre si spendono parole di lodi per Andrea Secchi, ormai collaudato ed impeccabile Maestro del Coro.

Firma la  regia di Anna Maria Bruzzese, scene costumi Paolo Ventura e le luci Lorenzo Maletto. Direttore dell'allestimento è Antonio Stallone.

Veramente belle le scene che  ben ritraggono i colori intensi di una Sicilia verace, dove predomina il nero tra i costumi e le pietre laviche, ma si vede anche il rosso oltre all'addobbo floreale del proscenio, sempre rosso intenso, riprende il colore dell'incandescente lava quando l'Etna dà il meglio di se. Molto bella la scena del Regina Coeli (Inneggiamo, il signor non è morto).


Recensione del 7/06/2022