CECILIA LAGORIO FIRMA LA REGIA DI TURANDOT ALLA FENICE DI VENEZIA

Turandot di Giacomo Puccini al Teatro la Fenice nuovo allestimento con  la regia Cecilia Ligorio e la direzione Daniele Callegari dal 10 al 29 maggio 

Turandot, l'ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, va in scena al Teatro La Fenice, quattordicesimo titolo della Stagione Lirica e Balletto della Fondazione veneziana. Il dramma lirico in tre atti di Giuseppe Adami e Renato Simoni, dalla fiaba teatrale omonima del veneziano Carlo Gozzi, sarà proposto in un nuovo allestimento con la regia di Cecilia Ligorio, le scene di Alessia Colosso, i costumi di Simone Valsecchi e il light designdi Fabio Barettin. Alla testa dell'Orchestra e Coro del Teatro La Fenice l'autorevole direzione di Daniele Callegari. Alla prima di venerdì 10 maggio ore 19.00 - trasmessa in diretta radiofonica su Rai Radio3 - seguiranno sette repliche: il 12, 17, 19, 21, 24, 25 e 29 maggio 2019.
Il libretto firmato dai poeti Giuseppe Adami e Renato Simoni si basa sulla Turandottedi Carlo Gozzi, la tragicommedia, tra le dieci «fiabe drammatiche» rappresentate a Venezia tra il 1761 e il 1765, che rappresentava un capitolo dell'aperta polemica tra il nobile scrittore 'reazionario' e Carlo Goldoni: all'universo realistico, borghese e sostanzialmente illuminista dell'avvocato suo concittadino, il conte Gozzi volle opporre il mondo improbabile e ardito della fiaba e della commedia dell'arte, rischiarato dal bagliore dei simboli e della poesia. 
Il lavoro di Giacomo Puccini (Lucca 1858 - Bruxelles 1924) con i due librettisti si avviò nella primavera del 1920: in quattro anni di lavoro durissimo, Puccini portò a termine quasi completamente la vicenda ambientata «A Pekino al tempo delle favole», dove il principe Calaf, innamorato dell'algida principessa cinese Turandot, riesce a risolvere i tre enigmi cui ella sottoponeva gli incauti aspiranti alla sua mano (le cui soluzioni erano notoriamente speranza, sangue, Turandot). La morte però colse Puccini mentre stava componendo l'atto terzo e aveva ultimato tutta la scena della morte di Liù, che per amore di Calaf si dà la morte. 
L'opera andò in scena il 25 aprile 1926, diretta da Arturo Toscanini, con il finale approntato dal compositore Franco Alfano. È noto l'episodio che vide, alla prima, Toscanini posare la bacchetta, proprio dopo l'ultima scena di pugno del Maestro, e giustificare al pubblico la scelta di non proseguire declamando: «Qui finisce l'opera perché a questo punto il Maestro è morto».
Puccini fece ricorso a raccolte di melodie cinesi autentiche, come pure al carillon in possesso dell'amico barone Fassini. Il musicista seppe inoltre ideare soluzioni timbriche nuove e suggestive, al tempo stesso violente e ricercate, rinforzando il settore orchestrale delle percussioni cui aggiunse svariati idiofoni (xilofono, glockenspiel, campane tubolari, celesta ecc.). Inedita importanza rispetto alla produzione pucciniana precedente hanno anche le scene corali, che a più riprese sottolineano la tragica condizione delle masse sottomesse a un potere folle e ferito. Ai tre dignitari Ping, Pong e Pang e ai loro commenti disincantati e cinici è, invece, affidato il compito di alleggerire la tensione mortale, dominante in gran parte dell'opera, e di riportare l'azione entro una prospettiva di condivisibile ragionevolezza.
Nel cast del nuovo allestimento della Fenice spiccano per i ruoli principali le presenze del soprano Oksana Dyka, in alternanza con Teresa Romano, nel ruolo della principessa di ghiaccio; del tenore Walter Fraccaro in sostituzione di Andrea Carè che per indisposizione non ha potuto completare le prove, in alternanza con Carlo Ventre nel ruolo del principe ignoto Calaf; e di Carmela Remigio, in alternanza con Francesca Dotto, in quello di Liù. Completano il cast Antonello Ceron nel doppio ruolo dell'imperatore Altoum e del principino di Persia, Simon Lim nel ruolo di Timur; Alessio Arduini, Valentino Buzza e Paolo Antognetti interpreteranno rispettivamente Ping, Pang e Pong; infine Armando Gabba sarà il mandarino e Massimo Squizazto e Bo Schunnesson saranno il principe di Persia. Il Coro del Teatro La Fenice, preparato da Claudio Marino Moretti, sarà affiancato dal Kolbe Children's Choir istruito da Alessandro Toffolo.
L'opera, proposta con il completamento del terzo atto di Franco Alfano, andrà in scena nelle seguenti date: venerdì 10 maggio 2019 ore 19.00 (turno A) in diretta su Rai Radio3, domenica 12 maggio ore 15.30, venerdì 17 maggio ore 19.00, domenica 19 maggio ore 15.30 (turno B), martedì 21 maggio ore 19.00 (turno D), venerdì 24 maggio ore 19.00, sabato 25 maggio ore 15.30 (turno C) e mercoledì 29 maggio ore 19.00 (turno E). Sopratitoli in italiano e in inglese.