CELSO ALBELO IN RE GUSTAVO III E LE VARIE SFUMATURE DELL'AMORE

( Alessandra Giorda) In un ben nutrito cast, al Teatro San Carlo di Napoli, per l'opera Un ballo in maschera di Verdi spicca il nome di Celso Albelo nel ruolo di Re Gustavo III. Infatti viene messa in scena l'ambientazione originaria di quanto accaduto in Svezia nell'anno 1792 ed i nomi del primo libretto di Antonio Somma. Si tratta di una storia ispirata a un fatto di cronaca, ossia il ferimento mortale subito dal Re di Svezia, Gustavo III, in occasione di un ballo mascherato la sera del 16 marzo 1792. A portare in scena questo importante personaggio è uno dei tenori più apprezzati del momento in tutto il mondo che sta ampliando il suo repertorio verdiano. Star del Belcanto, Celso Albelo è riconosciuto a livello internazionale per la sua eleganza nel canto e l'inattaccabile padronanza tecnica, ingredienti che gli hanno permesso di riprende Verdi, compositore con il quale ha debuttato in Italia nel 2006 nel ruolo del Duca di Mantova in Rigoletto. Ha vinto parecchi prestigiosi premi.  Nel 2013 gli è stata conferita la medaglia d'oro delle Isole Canarie da parte del Governo Insulare e a maggio 2016 è stato nominato Figlio Prediletto dal Comune di La Laguna (Isole Canarie). Successo anche per il CD Intimamente, acquistabile in ogni parte del mondo https://www.amazon.it/Celso-Albelo-Intimamente/dp/B073SDR3ZP una chicca che ogni amante della bella musica dovrebbe avere nella sua collezione. A poche ora dalla Première, tanto attesa a Napoli, per Un ballo in maschera imperdibile, il tenore nativo di Santa Cruz de Tenerife, si racconta tra pubblico e privato confessando il suo più grande desiderio.


Sei molto attratto dal personaggio che stai per portare in scena, raccontaci le caratteristiche che ti piacciono e spiega come in questa versione il personaggio non è Riccardo bensì Gustavo

Riccardo è Gustavo, poiché è stata ripresa la versione censurata. Ricordo che per le note vicende legate alla censura teatrale, lo spettacolo andò in scena a Roma invece che a Napoli l'anno successivo 1793, e l'azione fu spostata a Boston alla fine del XVII secolo. Re Gustavo III è un personaggio molto vicino al suo popolo che lo amava tantissimo e troviamo varie sfumature dell'amore, quello per la patria,  per la donna, per i figli e per l'amicizia.  Si tratta di  un amore molto umano per essere un Re così integro.  E' straordinario come Verdi spiega in maniera grandiosa ed esaustiva le varie sfaccettature dell'amore compreso anche quello per  la Patria. E' impressionante come con la sua musica riesca a delineare bene tutte queste differenze di amore.

Cosa ci racconti del M° Donato Renzetti?

E' semplicemente un grande e con lui lavoro molto bene.

Quanto è importante un direttore d'orchestra, poichè si tende spesso a prestare attenzione solo ai cantanti ?

L'opera è un gioco di squadra. Tutti dobbiamo stare sullo stesso binario, direttore, scenografo, regista e cantanti.  Più siamo ben integrati e meglio è il lavoro di squadra. Capita spesso che ognuno di noi abbia un punto di vista diverso, ma questo non significa che non si possa lavorare in armonia. In Spagna si dice che quattro occhi vedono più di due.  Il direttore è colui il quale aggiunge o toglie qualità allo spettacolo. E' la chiave fondamentale per la riuscita del lavoro di squadra!

Parliamo del tuo CD Intimamente?

Appena messo in commercio la  gente si aspettava un CD dove trovare acuti e sovracuti, invece è un CD diverso dove c'è un'interpretazione della musica  del Sud America un pò diversa per come io, abitante delle Canarie, la interpreto, così come quella che ci arriva dal Continente spagnolo. Ho fatto un riassunto di quelle canzoni che  da piccolo ascoltavo e che da ragazzo suonavo con la chitarra, quelle che hanno accompagnato la mia infanzia e la mia giovinezza. In questo CD c'è moltissimo di me impregnato di sentimento, quello vero che arriva diretto al cuore della gente. Sono felice che sia stato capito dalle moltissime persone che hanno acquistato il CD. 

Come è nata la passione per la lirica?

All'Università studiavo Storia dell'Arte e si erano formati alcuni gruppi di studenti ed insieme facevano musica. Purtroppo, quando cantavo, rimanevo spesso afono. Quindi decisi di prendere lezioni di canto da una professoressa che era nella mia città. Questa signora mi fece cantare con un metodo italiano e mi mostrai contrariato. Un giorno mise nelle mie mani un disco di Beniamino Gigli e quando lo ascoltai rimasi folgorato. Informai subito la mia insegnate di canto che volevo assolutamente cantare come il tenore marchigiano e lei mi disse di seguire il metodo da lei proposto e che un giorno, forse, sarei arrivato a cantare come lui.

Iniziai questo percorso nel canto, la mia voce cominciò a modificarsi e man mano usciva fuori il mio talento. Mai avrei pensato che avrei potuto cantare.

Quando hai capito che la lirica sarebbe stato il tuo unico lavoro?

Non l'ho capito ancora ora! Ho sempre fatto tutto step by step. Non è semplice per un isolano passare al Continente ed ero un po' intimorito pensavo che al massimo avrei potuto dare qualche lezione e  cantare senza troppe aspettative. Invece, anche se con fatica, sono stato catapultato  nel mondo della lirica a 360 gradi. Quando ho iniziato la carriera sono stato travolto immediatamente dal successo. Sono felice di poter vivere della mia passione!

Quali ruoli ti piacerebbe debuttare?

Sono tanti! Senza dubbio sono felice di cantare il ruolo di Gustavo III in Un ballo in maschera e mi trovo a farlo al Teatro San Carlo che gode di un gran prestigio non solo in Italia ma anche nel mondo. Mi piacerebbe cantare Verdi con la stessa tranquillità con cui canto Bellini, Donizetti...

Mi piacciono anche altre opere come Don Carlo e Vespri Siciliani e vorrei che la gente mi apprezzasse cosi come per i ruoli che canto del repertorio belcantista.

Cos'è per te il Belcanto?

Reputo che il Belcanto dovrebbe essere tutto nel senso di bel cantato . Ogni ruolo dovrebbe essere cantato al meglio. Non mi sono mai piaciuti gli urli, che oltretutto sono semplici da cantare. Belcanto per me racchiude tutto, sia Verdi che Donizetti. Intendo il Belcanto l'espressione del sentire dell'essere umano e la sua massima espressione da portare in teatro. Il bel canto lo si trova nei bei quadri dai meravigliosi colori, nelle sculture che sono realizzate con sentimento, che trasmettono emozioni che sono ricche di dettagli così come la musica.

Sei appassionato d'arte?

Si ma di tutto ciò che è arte dell'anno 1000

Quale priorità ha la famiglia nella tua vita?

La famiglia è tutto quello che un essere umano può desiderare ed ha un valore inestimabile. Ha la priorità assoluta. Senza canto potrei vivere, senza famiglia no. 

Il desiderio più importante che hai per il tuo futuro?

Che un giorno i miei figli possano dirmi che sono stato un bravo papà.  Sarebbe la soddisfazione più bella.