SONO CRESCIUTA TRA MUSICA LIRICA E ARTE

( Alessandra Giorda) Lucia Oliva rappresenta la classica donna poliedrica dove nulla sembra impossibile al suo volere. Da insegnante di successo di diritto penale ad un cambio di vita notevole dove le arti nelle varie sfaccettature diventano parte integrate del suo essere esprimendosi in maniera alquanto lodevole. Dall'Italia all'Oman per poi alternare la sua vita tra la meravigliosa Alicudi e la fantastica Qantab. Senza dubbio il vissuto d'infanzia tra musica e arte ha contribuito ad estrapolare il meglio da Lucia, donna dolcissima, dotata di rara raffinatezza ed artista di grande pregio. Nell'intervista a seguire si racconta tra presente, passato e futuro.


Come e quando nasce la passione per il mondo dell'arte?

Fin da bambina, ho respirato in famiglia un'atmosfera artistica nel senso più poliedrico del termine. Mia mamma aveva sempre amato il teatro, avendo ereditato questa grande passione da mio nonno ed in gioventù aveva anche calcato le scene in alcuni palcoscenici di provincia. Aveva poi scelto di formarsi una famiglia ed intrapreso una vita professionale diversa, più tradizionale, che le lasciasse ampio tempo libero per dedicarsi all'educazione, realizzando un'altra sua grandissima passione, la pedagogia (... un suo classico motto: "mi sento come Cornelia, ai tempi di Roma, la madre dei Gracchi, che indicando i propri figli diceva 'Questi sono i miei gioielli'."). A fianco dell'amore per il teatro, quello per la lirica e la musica classica: in casa nostra c'era spessissimo il giradischi acceso, con arie d'opera celeberrime e mia mamma che cantava, a volte anche con mio papà: sono cresciuta con questa atmosfera musicale, tra "Il barbiere di Siviglia", "La Traviata", concerti di Mozart, Beethoven...

Da mio padre poi, in particolare, ho ereditato la passione per le arti figurative, la pittura, la scultura: si fermava spesso a raccontare a noi figli le vite dei grandi artisti, letterati, scienziati... Ricordo aneddoti su Giotto, sull'installazione del grande obelisco in piazza S. Pietro, vicende della vita di Dante e passi della Divina Commedia che declamava, insegnandoci a memorizzarli. Ed ancora, lo rammento raccontarci le vicende di un suo zio paterno, grande pittore: Eugenio Oliva, vissuto tra fine '800 e primi del '900, allievo prediletto del Morelli, a Napoli, poi spostatosi negli Stati Uniti proprio su consiglio del Maestro, per sviluppare la sua carriera ma là purtroppo morto giovanissimo a 27 anni. Varie sue opere italiane sono fortunatamente rimaste in possesso di mio padre e dei suoi fratelli, mentre di quelle create durante il breve ma ricco periodo americano abbiamo perso le tracce.


Quali messaggi trasmetti attraverso le tue arti?

Attraverso l'arte, sui diversi fronti, mi rendo conto di trasmettere il mio approccio alla vita, che è rivolto a cogliere il positivo in ogni momento ed in ogni situazione. É un impulso istintivo e forse nel contempo derivante dalle esperienze vissute: cercare di andare oltre i momenti difficili che ciascuno di noi si trova a vivere, facendosi forza per vedere, al di là, uno scorcio di bellezza e quindi di gioia, qualcosa che dia la forza e l'entusiasmo per andare avanti nonostante tutto. Altrettanto, è per me fondamentale la consapevolezza di dovere rendere grazie per ogni momento lieto, senza dare mai nulla per scontato. Non voglio perdermi in discorsi filosofici o morali, molto semplicemente questo è il messaggio che desidero, anzi, che istintivamente cerco di trasmettere, attraverso le arti figurative come attraverso l'azione scenico teatrale: un gioioso inno alla bellezza, che per me si esprime attraverso la potenza della luce, del colore, del movimento e delle forme plastiche ed ardite.

Alla base di tutto questo c'è il mio amore sconfinato per la natura come massima espressione di perfezione e bellezza, forza grandiosa ed eterna: il Creato nel quale siamo ospiti e che dobbiamo rispettare. Da qui anche la ricerca, che con mio marito sperimentiamo, di uno stile di vita conforme, orientato per quanto possibile ad un ideale di sobrietà. Il modello consumistico è un danno per la natura e per noi stessi, perché affolla l'anima e la vita di falsi desideri e troppe cose che ci fanno perdere di vista l'essenziale. 

Descrivi questo meraviglioso lavoro, grazie

L'ALBERO DELLA VITA Scultura  - dipinto - mosaico (acrilico, foglia d'oro 24k, d'argento e di bronzo ossidato). Cemento, marmo e resina sintetica.  Cm 420 x 560 x 90 x 80   2018  Muscat (Oman)
L'ALBERO DELLA VITA Scultura - dipinto - mosaico (acrilico, foglia d'oro 24k, d'argento e di bronzo ossidato). Cemento, marmo e resina sintetica. Cm 420 x 560 x 90 x 80 2018 Muscat (Oman)

Un'opera realizzata su commissione di una gentildonna di Muscat (Oman) con la quale ci siamo incontrate alcuni mesi prima che lei iniziasse la realizzazione della sua nuova villa. Apprezzando le mie opere, mi ha chiesto di creare un pezzo importante che fosse il fulcro del grandissimo salone d'ingresso, indicandomi alcune linee guida secondo le sue preferenze riguardo a forme e colori. Il tema privilegiato è stato la natura, espresso in una forma tendenzialmente astratta con alcuni richiami figurativi. Il soggetto: un immenso albero arioso i cui rami si protendono ampiamente sul soffitto abbracciando e sostenendo l'intera abitazione.

È stato un lavoro impegnativo sia dal punto di vista della realizzazione pratica nonché da quello morale, dal momento l'opera era destinata a divenire per sempre il simbolo di questa importante dimora: è infissa nella struttura portante del salone e si sviluppa dal pavimento al soffitto (ca. m. 4 m di altezza e m. 6 in larghezza sul soffitto).

Dal punto di vista strutturale l'opera è in cemento e lastre di marmo. Ho lavorato con uno speciale tipo di colori acrilici ed ampio impiego di dorature con foglia d'oro, argento, rame, ottone.

Come sempre avviene nelle opere su commissione ma tanto più per un'opera di questa rilevanza è stato fondamentale e splendido il rapporto costruito con questa signora, durante la lunga fase di realizzazione. E' una straordinaria emozione per l'artista poter capire l'animo del committente, interpretandone sogni e desideri, rendendoli vivi in una creazione tangibile destinata a... immortalarli nel tempo a venire.

De la PRIMA DELLA PRIMA cosa ci racconti?

PRIMA DELLA PRIMA Scultura  - dipinto (acrilico e foglia d'argento) su marmo. Installazione con specchio. Cm. 95 x 55 x 80  2017
PRIMA DELLA PRIMA Scultura - dipinto (acrilico e foglia d'argento) su marmo. Installazione con specchio. Cm. 95 x 55 x 80 2017

Una scena semplice, molto introspettiva, che si richiama ad un classico dell'arte: la ballerina compostamente raccolta in sé stessa per armonizzare le proprie energie spirituali e fisiche, pochi attimi prima del debutto in scena. Una visione che mi si era prospettata dinanzi già perfettamente chiara in ogni dettaglio al momento dell'ispirazione: le mani, accostate e congiunte attorno alle caviglie, le punte già tese, per aiutare la concentrazione e nel contempo distendere la tensione. La testa, già adorna, china: per non distrarre l'osservatore dal fulcro dell'opera che nelle mie intenzioni doveva essere tutto nella postura di mani e piedi... e perché nella realtà del teatro non concepisco che "la mia ballerina" possa dedicarsi a questi attimi di raccoglimento guardandosi intorno. La realizzazione con specchio, per mostrare la completezza del soggetto soltanto nell'incontro perfetto tra la parte scultorea e dipinta con l'altra parte di sé, intangibile ma non meno reale, ha assunto in quest'opera un ruolo fondamentale. Riflettendoci a posteriori, penso di poter identificare in essa il manifesto della mia peculiare interpretazione dell'illusione ottica con riflesso come ancillare alla creazione artistica: corpo ed anima, dualismo che concretizza ciascuno di noi, che cercano unità in un tutto armonico, per poter donare bellezza.

THE KISS

È un lavoro, come moltissimi altri, frutto di un'intuizione istantanea: un bacio, classico della tradizione artistica di tutti i tempi, realizzato su una lastra di marmo da esporre ad una ventina di centimentri da terra e completata dal riflesso dello specchio verticale .

Mi ero già accostata a questo tema nella primissima opera che ha aperto il nuovo scenario della mia arte attraverso la peculiare interpretazione dell'illusione ottica che dona un'anima al soggetto rappresentato.

La più recente THE KISS (HANDS IN HANDS) è ispirata alle atmosfere ed alla cultura omanita, influenzata dal percorso di inculturazione che stavo vivendo mentre preparavo la mia prima personale a Muscat.

THE KISS (HANDS IN HANDS)  Scultura  - dipinto (acrilico, tempera, foglia d'oro 24k, d'argento e di bronzo ossidato) su marmo. Installazione con specchio. Cm. 65 x 72 x 70 2016
THE KISS (HANDS IN HANDS) Scultura - dipinto (acrilico, tempera, foglia d'oro 24k, d'argento e di bronzo ossidato) su marmo. Installazione con specchio. Cm. 65 x 72 x 70 2016

Parlando di innamoramento avevo avuto l'ispirazione di rappresentare un pudico ed appassionato bacio di giovani amanti su una spiaggia al tramonto. Non volevo tuttavia svelarne i volti, gli abbracci, gli sguardi, ma convogliare l'espressione dell'intensità affettiva nel semplice ed eloquentissimo movimento del di lei sollevarsi sulle punte... per raggiungere le labbra dell'amato. E la scena che ho realizzato, tal quale mi si era prefigurata, offre una visione non laterale, come potrebbe avere un fotografo, bensì quella che si coglie ponendosi al posto stesso della coppia d'innamorati: una prospettiva dall'alto, che colloca l'osservatore all'interno del romantico gesto, tra la rappresentazione tangibile dello stesso e quella eterea, corpo ed anima di un unico istante.

Sei anche coreografa e ballerina quando hai mosso i primi passi?

Nella mia infanzia e primissima giovinezza, con gli studi scolastici ha sempre convissuto la pratica della ginnastica artistica e poi della danza jazz e contemporanea. Frequentavo con entusiasmo anche corsi di mimo e risale a questi primi anni la scoperta di un piccolo innato talento per la coreografia, la creazione scenica. Senz'altro importante in quest'ultimo aspetto era stata l'influenza della passione materna per il teatro, che mi aveva fatto conoscere ed apprezzare i grandi maestri, da Stanislavskij, a Pirandello, ad Eduardo...

Una svolta inattesa e splendida è arrivata, come nelle favole... nell'incontro con il mio "Principe Azzurro", che, poco più che ventenne, mi ha fatto scoprire il mondo delle danze standard e del ballo liscio. Ha avuto inizio così la nuova appassionante avventura che ci ha portato, dai primi corsi serali di perfezionamento, alle gare e successivamente all'approdo ad un altro settore del variegato ambiente del ballo: il mondo delle danze storiche, dalla tradizione medioevale e poi dei maestri rinascimenatali, al barocco ed alla codificazione Beauchamp-Feuillet fino alle danze ottocentesche.

... Raccontata in un fiato, la nostra carriera con la compagnia Ludica Antiqua, che abbiamo fondato vent'anni fa, aveva esordito così, con il desiderio di entrambi di "far giocare le persone con la cultura" attraverso spettacoli ed eventi che racchiudessero in un tutt'uno momenti scenici ispirati ad aneddoti storici o leggendari, pezzi d'opera lirica, performances di ballo, mimo, magia... spesso con il coinvolgimento degli ospiti in giochi letterari a tema e... grandi quadriglie.

Parliamo di lirica e arte. Cosa ci racconti?

"Contaminazione artistica" è un'espressione che forse rende abbastanza bene il mio percorso.

Come accennato, gli spettacoli realizzati con la nostra compagnia Ludica Antiqua includono un connubio di varie performance artistiche. Spesso ho curato direttamente la creazione dei fondali, il disegno di alcuni costumi e la realizzazione pratica degli oggetti di scena. Dunque, anche nel teatro, in qualche modo non ho mai smesso di... fare arte figurativa.

Specularmente, con il mio più recente ritorno a quest'ultima in una dimensione più importante e professionale, la mia propensione per soggetti plastici, tridimensionali, affonda le sue radici nel mio amore per la danza, il movimento, l'espressione gestuale e fisica: come nota che risale nel tempo a quando ho realizzato gli acquarelli per le illustrazioni del libro "Nell'isola di Perla", le scene che più ho amato sono quelle nelle quali ho disegnato i personaggi in movimento e soprattutto quelle in cui essi erano coinvolti in momenti di danza, che sottolineavano e celebravano situazioni di gioia. Inconsciamente c'è dunque sempre stato in me un connubio intimo ed indissolubile tra il gesto e l'opera d'arte. Facendo una battuta, penso che se dovessi realizzare i personaggi di un presepe, senza dubbio creerei le statuine nello stile del presepe napoletano, animato, vivace, colmo di teatralità nell'intensa espressione dei personaggi... che "parlano".

Così nelle mie opere, a cavallo tra scultura e dipinto, l'intento fondamentale ed ambizioso è sempre quello di imprimere movimento e leggerezza: la leggerezza della materia, attraverso il colore e le forme. È continua la ricerca di una perfetta simbiosi tra forme ardite e colore, sia lavorando su pietra, sia su metallo, con rappresentazioni su lastre... svolazzanti.

Riguardo poi alle numerose creazioni in cui inserisco le sculture-dipinto in installazioni con specchi, è senz'altro potente l'influenza che anche su questa mia più recente intuizione ha esercitato l'esperienza teatrale. L'illusione ottica, con la quale voglio esprimere il connubio corpo-anima, mostra nel contempo il fascino che su di me da sempre esercita l'allestimento scenico e, forse, un'inconscia influenza dello spirito del Barocco e dei suoi sorprendenti effetti del trompe l'oeil.

Grande favore da parte del Sultano Qaboos nei confronti della lirica. A Muscat il meraviglioso Royal Opera House ha una stagione ricca e spettacolare. Con il successore Haitham bin Tariq al-Said quali linee si delineano nel campo della cultura?

La Royal Opera House, grande regalo fatto da Sultan Qaboos al suo paese, già divenuta in breve tempo un polo di attrazione per produzioni internazionali di altissimo livello, ha contribuito a sviluppare nel paese un forte interesse per la cultura occidentale in tutte le sue forme. Soprattutto nella capitale, ad esempio, fioriscono sempre nuove scuole di musica, negozi che vendono strumenti o materiali per artisti.

SERENADE TO MUSCAT Scultura  - dipinto (acrilico, foglia d'oro 24k e di bronzo ossidato) su granito. Installazione con specchio. Cm. 66 x 36 x 55  2017
SERENADE TO MUSCAT Scultura - dipinto (acrilico, foglia d'oro 24k e di bronzo ossidato) su granito. Installazione con specchio. Cm. 66 x 36 x 55 2017

All'Opera House io stessa ho dedicato una delle mie opere con specchio, dal titolo "Serenade to Muscat", ora parte della collezione privata del prestigioso Bait Al Zubair Museum.

Le prospettive della cultura e dell'arte in tutte le sue forme appaiono molto positive, anche considerata l'istituzione del Ministero dell'Arte (affidato ad una donna) da parte di Sultan Qaboos negli ultimi mesi di regno e la ferma intenzione del suo successore di proseguire e compiere nuovi passi in questa direzione.

 I tuoi spettacoli sono stati anche messi in onda dalla TV omanita. Raccontaci.

Ci sono state diverse occasioni in cui abbiamo avuto il piacere di esser messi in onda da varie tv, anche nel Golfo. Il servizio più bello che conserviamo è quello realizzato da Oman TV nel 2017, in occasione della mia prima importante personale a Muscat ("Oman in my soul") allorché abbiamo aperto l'evento con una coreografia a tema, in cui abbiamo danzato su arie d'opera.

A distanza di due anni, per l'inaugurazione della mia nuova personale in città (2019, "Tales from Eden"), era nostra intenzione creare un diverso genere di introduzione scenica, ma il successo di due anni prima ci ha costretto ad accettare la richiesta del curatore, che ha fortemente insistito per una nuova performance di ballo. Quindi, come spesso accade agli artisti, cambio di programma a pochi giorni dall'evento (mentre stavo ancora completando l'ultima delle opere), nuove idee, nuovi costumi (meravigliosi, grazie ad una splendida stilista di Abu Dhabi) e la creazione di nuova coreografia sulla musica di Tchaikosky e Ponchielli. Anche in questa occasione Oman TV ha coperto l'evento ma per un problema tecnico non siamo riusciti ad avere poi le riprese.

Infine, in tema di riprese TV, mi sembra simpatico raccontare un aneddoto relativo ad un grande spettacolo che avevamo portato in scena in Bahrain nel 2011, alla Cultural Hall, con un allestimento che coinvolgeva una ventina di artisti in un'opera-concerto in cui al canto si alternavano varie performance artistiche di ballo, giocoleria e mimo, in un pot-pourri di famosissimi brani d'opera in vario modo ispirati a Venezia. Bahrain TV era già presente in teatro con cameramen ed attrezzature... ma non avevamo fatto i conti con la storia. Si trattava dell'11 febbraio 2011: pochi minuti prima dell'inizio dello spettacolo, ahimé, arriva in sala la notizia della caduta di Mubarak in Egitto. Conseguenza... tutti i giornalisti e gli operatori richiamati in redazione per i servizi speciali ed il nostro spettacolo, purtroppo, senza riprese...

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Proprio in questi giorni riflettevo su questo, pensando al mio cammino artistico e professionale.

In vari momenti in passato mi ero trovata a pensare all'utilizzo per esempio di nuovi media e temi ma mi sono poi resa conto che in realtà il cammino procede da sé, non è mai precostituito a tavolino. Come avviene per l'ispirazione che precede la creazione di ogni singola opera e che ti fa nascere un desiderio irrefrenabile di dar subito vita alla nuova creatura, così è per la crescita artistica e professionale: il nuovo passo compiuto la scopri solo a posteriori, volgendoti indietro.

La costante maturazione artistica è una meravigliosa incantevole catena che connette un'ispirazione alla successiva, in un percorso virtuoso ed infinito che ha un sapore di miracolo, il miracolo dell'arte. È un cammino ininterrotto, che sempre più colma di incanto e di gratitudine, tenendo alto l'entusiasmo . Uno dei miei maestri mi disse un giorno: "Ricordati, la cosa più importante è non perdere mai l'entusiasmo".

E questo è l'augurio che faccio ad ogni altro artista.