GRANDE SUCCESSO AL TEATRO REGIO DI TORINO PER IL DON GIOVANNI DI W.A. MOZART

20.11.2022
Don Giovanni_Foto Andrea Macchia-Teatro Regio Torino
Don Giovanni_Foto Andrea Macchia-Teatro Regio Torino

( Alessandra Giorda- Torino)  Questa sera è una serata di festa e fasti: godiamocela tutta e come disse Tchaikovsky: "La musica di Don Giovanni è stata la prima musica ad avere su di me un effetto realmente sconvolgente. Mi ha condotto in un mondo di bellezza artistica dove dimorano solo i geni più grandi".

Un teatro gremito di spettatori ed invitati di gran prestigio dove spiccano oltre all' élite sabauda ed ovviamente al primo cittadino Stefano Lo Russo ed  il Sovrintendente del Teatro Regio, Mathieu Jouvin,   nomi quali Vittorio Sgarbi,  Claudio Orazi, Sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova e molti altri.

Riflettori accesi sul Teatro Regio di Torino e occhi puntati per la Premiére dell'opera del genio salisburghese W. A. Mozart ,  Don Giovanni che apre la Stagione d'Opera 2022/2023 per una serata di assoluto prestigio dopo un periodo assai difficoltoso, ma dove il Teatro  Regio ha sempre saputo mantenere il controllo della situazione. Un gran lavoro fatto dal Direttore Artistico Sebastian F. Schwarz, anche se non gli è stata data totale possibilità di mettere in atto quanto avrebbe voluto. 

Secondo dei tre drammi giocosi che Mozart compose  su  libretto di Lorenzo Da Ponte, si colloca tra Le nozze di Figaro e Così fan tutte, Don Giovanni venne composta tra il marzo e l'ottobre del 1787, quando Mozart aveva 31 anni ed è considerata uno dei capolavori massimi di Mozart, della musica e della cultura occidentale in generale. Il Don Giovanni del genio austriaco ha goduto di una popolarità continua nei secoli, affascinando intere generazioni poichè vi scorrono forze e pulsioni che hanno tempo.

Commissionata dall'imperatore Giuseppe II, anche a seguito del successo di Don Giovanni o sia Il convitato di pietra di Giuseppe Gazzaniga, non andò tuttavia in scena per la prima volta a Vienna, bensì a quello che oggi si chiama Teatro degli Stati di Praga. Il Don Giovanni di Mozart e Da Ponte è il prototipo perfetto della fusione tra il genere serio e quello comico, è un capolavoro in continua trasformazione e ambiguità tra riso e pianto,  tra buffo e tragico ma in cui questi due stili che sembrano agli antipodi si completano a vicenda.

Sul podio l'atteso M° Riccardo Muti, che non si è smentito ed ha diretto in maniera esemplare un'ottima Orchestra del Teatro Regio. Fiato sospeso per l'ouverture che al suo interno contiene i temi e le melodie principali dell'opera.

Senza ombra di dubbio sono gli uomini in questa serata a dare il massimo lustro alla recita. Luca Micheletti, porta in scena un Don Giovanni  eccellente sia vocalmente che sotto l'aspetto attoriale. Cesella ogni dettaglio del suo personaggio.  Medesima considerazione vale  per  Leporello di  Alessandro Luongo,

Giovanni Sala è un Don Ottavio di  tutto rispetto e da plausi così come Leon Košavić, nei panni di Masetto.

Buona anche la recita per il basso Riccardo Zanellato nel ruolo del Commendatore.

Sul panorama femminile senza ombra di dubbio brave tutte le tre  donne oltre che ben centrate sui rispettivi personaggi.  Donna Anna, interpretata da  Jacquelyn Wagner, mette in bene in luce doti virtuose e peccaminose.  Mariangela Sicilia alias  Donna Elvira celebrale, isterica e sempre insoddisfatta. A comporre il trio  Francesca Di Sauro una Zerlina di tutto rispetto che incarna bene la bambola sensuale.

Il nuovo allestimento, che porta la firma di Chiara Muti, appare con la facciata d'un palazzo nobiliare in rovina, riversa a terra. Giochi di colori cupi, corpi di marionette che risalgono dalle ceneri e  sei personaggi satelliti in cerca di un pianeta attorno al quale orbitare ossia a Don Giovanni.

 Le scene  sono di Alessandro Camera ed i bei costumi di Tommaso Lagattolla.

Recensione del 18/11/2022