GUSTAVO DUDAMEL ESORDISCE AL LINGOTTO CON L’ORCHESTRA DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA

Animato dalla profonda convinzione che la musica possa guarire, unire e ispirare, Gustavo Dudamel è uno dei direttori più significativi dei nostri giorni e martedì 10 dicembre 2019 esordisce nelle stagioni di Lingotto Musica a capo dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nato nel 1981 a Barquisimeto, in Venezuela, ha iniziato da piccolo lo studio del violino e dal 1993 quello della direzione d'orchestra. Talento precoce, nel 1996 è stato nominato Direttore Musicale della Amadeus Chamber Orchestra; nel 1999, assumendo la posizione di direttore musicale della Simón Bolívar Youth Orchestra, ha iniziato a studiare con José Antonio Abreu e nel 2004 ha raggiunto la notorietà internazionale grazie al trionfo al concorso Gustav Mahler dei Bamberger Symphoniker.

Dal 2004 al 2012 è stato direttore musicale della Gothenburg Symphony, della quale è ancora direttore onorario, e parallelamente, dal 2008 ricopre la medesima posizione nella Los Angeles Philharmonic Orchestra. Ospite abituale delle maggiori orchestre del mondo - tra cui da Berliner e Wiener Philharmoniker - ha profuso nel corso della sua carriera molte energie a favore dell'educazione musicale e dello sviluppo sociale attraverso l'arte, fedele ai precetti di El Sistema di José Antonio Abreu, all'interno del quale egli stesso si è formato. Sotto la sua guida torna invece al Lingotto la massima formazione sinfonica italiana, per la settima volta ospite dei Concerti del Lingotto, dopo i concerti con Myung-Whun Chung, Antonio Pappano e Michael Tilson Thomas.

Il programma della serata, che come sempre si svolge presso l'Auditorium Giovanni Agnelli (via Nizza 280, Torino) alle 20.30, prende il via con la Sinfonia da Semiramide di Gioachino Rossini, una delle più belle e amate ouverture dell'intera produzione del compositore di Pesaro, scritta per l'opera andata in scena al Teatro la Fenice di Venezia il 3 febbraio 1823. Il brano successivo ci porta a Vienna, otto anni prima, nel cuore del Congresso di Vienna in pieno svolgimento, dove il giovanissimo Franz Schubert scriveva la sua Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D. 125; «l'opera, spiritosa e piena di verve - scrive Giorgio Pestelli - è facilmente inquadrabile come frutto gradevolissimo della consuetudine con le creazioni di Haydn, di Mozart e del primo Beethoven, un sublimato di esperienze viennesi rivissute con la miracolosa freschezza dei diciassette anni». La serata si conclude con la Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 di Johannes Brahms, opera nata tra numerose incertezze e ripensamenti, abbozzata già nel 1855 trovò la sua formulazione definitiva solamente nel 1876, a testimonianza della cautela con cui Brahms si avvicinò al genere della sinfonia. Netta si staglia sul lavoro l'eredità beethoveniana, tanto da indurre il grande direttore Hans von Bülow a definire il lavoro come Decima sinfonia di Beethoven.

La biglietteria è aperta nei giorni 4, 6, 7, 9 e 10 dicembre 2019 in via Nizza 280 interno 41, dalle 14.30 alle 19, e un'ora prima del concerto, dalle 19.30. Poltrone numerata da 27 a 54 euro, e ingressi non numerati da 20 e 13 euro (ridotto per i giovani con meno di trent'anni) in vendita un quarto d'ora prima del concerto secondo disponibilità. Vendite on line su www.anyticket.it. Informazioni: 011.63.13.721