"IL CONTE DI LUNA" E' IL RUOLO PERFETTO PER CHI AMA LE SFIDE

( Alessandra Giorda)  Federico Longhi ha salutato il 2019 con soddisfazione, gratitudine ed una buona dose di felicità per questo anno che gli ha regalato immense soddisfazioni professionali ed ha accolto il 2020 con gaudio. Infatti  questo anno, che apre un nuovo decennio, sarà ricco di nuove sfide  e  debutti che lo vedranno protagonista in prestigiosi teatri.

Il baritono aostano ha al suo attivo una brillante carriera. Il suo esordio nella musica è stato come  flautista all'Istituto Musicale di Aosta per poi intraprendere la carriera nel mondo della lirica come baritono tra i più apprezzati, ormai da tempo, sia in Italia che all'estero.

Pochi sono i giorni che lo separano dal debutto al Landestheater di Linz nel ruolo del Conte di Luna ne "Il Trovatore". Infatti l'11 gennaio la prima assoluta della produzione ed a seguire le recite del  14 gennaio, 9, 21, 24, 26 febbraio, 31 marzo e 2 aprile. 

Nell'intervista che segue Federico Longhi si racconta tra pubblico e privato con molte anticipazioni e tutto quando c'è da sapere sul Conte di Luna.



Saluti il 2020 con un debutto: il Conte di Luna ne "Il Trovatore" che porterai in scena al Landestheater di Linz?

Si e ne sono onorato e felicissimo. La musica di quest'opera è sublime e il ruolo è assolutamente eroico: spero davvero di poterlo rendere al massimo in tutti i suoi aspetti. Mi faccio da solo tanti tanti Toi Toi Toi! (ride)

Un altro ruolo che si aggiunge al tuo repertorio verdiano già vasto. Un commento? 

Sì, un altro traguardo importante per il mio percorso: Verdi è nella mia testa, nella mia anima e nelle mie corde. Il 2020 inizia per me nel segno di Verdi e prosegue sempre nel suo nome con le recite di Rigoletto che mi vedranno ancora protagonista a Würzburg e con il prossimo debutto nel ruolo di Nabucco a Erfurt.

 Quali caratteristiche ha il "tuo" personaggio? 

Vocalmente è un ruolo meraviglioso ma impervio ed impegnativo, anche perché musicalmente c'è molto da scavare e portare alla luce: con la voce bisogna attraversare i propri sentimenti, andare oltre ed arrivare alla meta. E' un ruolo che richiede davvero un lavoro tecnico ed interpretativo enorme.

Un commento sulla regia di Gregor Horres?

Il Maestro Horres è un uomo dal gran cuore e grande testa, molto preparato. E' un regista in grado di guidarti, indicarti e portarti sulla via per ottenere un risultato soddisfacente e per costruire insieme a te un personaggio dai sentimenti e dalle reazioni reali e veritiere. Sono felice di questa prima volta sotto la sua direzione registica. Sarà un bel Trovatore e spero il pubblico apprezzi il nostro lavoro.

Com'è il clima tra tutto il cast dove tu sei l'unico italiano? 

C'è un clima bello, disteso e sereno, c'è grande unione e complicità tra tutti noi. Sì, è vero, sarò l'unico italiano nel cast vocale, ma diretto da un grande direttore italiano, Enrico Calesso...Viva l'Italia e Viva Verdi!

Perché il ruolo del Conte di Luna è così ambito da voi baritoni? 

Ambirlo è da pazzi, vista la difficoltà, ma essere pazzi è bello...E' il ruolo perfetto per chi ama le sfide, anche se, come dico sempre, dopo aver cantato Rigoletto il peggio è passato (ride)...Trovatore è comunque nella top list.

Da Verdi a Donizetti: è atteso il tuo ritorno a Nizza per l'interpretazione di Enrico Ashton in"Lucia di Lammermoor". Quanto c'è di Federico in Enrico? 

Sono molto felice di tornare a Nizza dopo il bellissimo Rigoletto del 2016. Per quanto riguarda Enrico e cosa c'è di lui in me...Forse la gelosia, si sono un geloso, ecco, l'ho detto (ride).

Proprio in questo nuovo anno debutterai nuovi ruoli? 

Si, e non vedo l'ora: ad aprile il Duca di Nottingham nel Roberto Deveureux al Teatro Massimo di Palermo,  Nabucco al DomStufen Festpiele di Erfurt e poi il bellissimo progetto del Macbeth in francese nell'edizione di Parigi del 1865 a Parma.

Quanto tempo impieghi per preparare un nuovo ruolo e quali sono i passi che fai quando inizi a studiare un nuovo personaggio? 

In generale più studi meno tempo ci impieghi, dipende dal momento dal periodo più o meno intenso di lavoro. I passi sono molti: comincio con leggere la storia, il libretto e infine lo spartito, analizzando la scrittura musicale e non solo vocale per poi cercare di capire la psicologia del personaggio: insomma un bel tuffo in quell'immenso oceano che è l'opera.

Il 2019 si è appena concluso se tiri le somme ti ritieni soddisfatto dal punto di vista lavorativo?                           

Certo, felice, felicissimo, strafelice e soddisfatto!

Perché ti vediamo meno nei teatri italiani ed invece sei attivissimo all'estero? 

In primis perché negli anni passati ho fatto scelta artistica riguardo ai ruoli ed ora anche per una questione di tempi nella programmazione: con l'estero stiamo già discutendo e concludendo contratti per la stagione 2021/22, mentre in Italia i tempi sono un po' più dilatati, però per il mio paese sono sempre in prima fila...ci mancherebbe. Per ora e come sempre seguo il mio destino...

Quando cala il sipario e si spengono le luci la Star Federico Longhi diventa l'uomo. Quali sono le tue passioni? 

Star? per nulla! (ride) Sono sempre molto con i piedi per terra, sempre guardando avanti ovviamente, sono un ariete: testa bassa e via! Le mie passioni? cucinare, mi diverte e mi rilassa, stare a casa, curare il giardino, le piante, i fiori, fare lavoretti vari nelle quattro stagioni, tutte belle, piene di colori, e la terra, unica, speciale. Ho con la terra un rapporto speciale, un grande scambio di energia.