IL KAZAKISTAN TRA ARTE E LIRICA PROMOSSE DALL'AMBASCIATORE PASQUALE D'AVINO

(Alessandra Giorda) Un vero e proprio  successo per l'Italian Design Day 2019 ad Astana in Kazakistan che si è celebrato il 21 Marzo scorso. L'Arte è stata l'indiscussa protagonista che in varie sfaccettature ha portato con onore la grandezza italiana nel meraviglioso e molto differente paese kazako. Per l'occasione l'intervista all'Ambasciatore d'Italia Pasquale D'Avino, uomo dotato di estrema simpatia e profonda cultura che descrive l'evento in toto e racconta i progetti futuri. 

Confessa la passione per l'opera lirica e la promuove a tutto tondo ritenendo questa un vero patrimonio che l'Italia vanta nel mondo. Rammenta come in pieno stalinismo, circa 80 anni or sono, è nato il primo teatro dell'opera in Kazakistan per celebrare i compositori italiani.

Vere gemme preziose sono le costruzioni che ospitano la grande musica dall'Opera Astana, di bellezza architettonica straordinaria, al Central Concert Hall che ha compiuto 10 anni grazie al genio dell'Architetto Manfredi Nicoletti. E' stato, il figlio, l'Architetto Luca Nicoletti che ha in maniera dettagliata ed esaustiva  spiegato come hanno creato l'Auditorium più grande del mondo tenendo senza rinunciare ad una  perfetta acustica. 


Cosa ci racconta del successo per la conferenza con gli studenti della scuola di Design Art Nouveau, tenuta dell'Architetto Luca Nicoletti, Ambasciatore del Design ad Astana ?

Lui è stato veramente molto bravo, poiché la difficoltà era quella di esporre in maniera divulgativa ed accessibile a tutti quello che è stato il lavoro molto complesso, poichè non stavamo costruendo in Toscana, tanto per fare un esempio, bensì in un'area del mondo dove la temperatura scende sotto i 40° ed il vento buran tocca i 90/100 km/h . Dovete immaginare cari lettori un'attività complessa dove operare poichè la situazione climatica non è certo favorevole. L'Architetto Luca Nicoletti in maniera eccelsa ha descritto come, lo Studio Nicoletti ha studiato il modo per mettere in sinergia design e protezione del Central Concert Hall dal vento e dal freddo terribile. Inoltre ha esposto  come hanno realizzato una piazza prima di entrare nel luogo sacro, essendo questo la sala concerti. E' stata ripresa la concezione di Roma in Piazza del Pantheon, dove ci sono bar intorno all'Obelisco noto a tutti noi.

Central Concert Hall
Central Concert Hall

La divisione è fatta in maniera armonica ed è bellissima, sia la piazza che è molto luminosa così come la sala con un'impronta che chiaramente segna la raffinatezza del design italiano. La vera sfida, però, è stata nell'aver creato l'Auditorium più grande del mondo con 3500 posti a sedere dove  l'acustica è perfetta in ogni parte della sala. Poiché una voce non arriva bene oltre i 60 mt, gli architetti hanno creato una sorta di patatine chips che al fondo della sala sono poste in maniera tale da far confluire la voce dando sfogo ad una perfetta acustica.

Ci racconta dell'attento pubblico che sembrava essere estasiato?

Si ha ragione! Eravamo al Central Concert Hall di Astana con un pubblico molto variegato e la sala conferenze al completo per ascoltare la presentazione del progetto presentato, ormai 10 anni or sono, dall'Architetto Manfredi Nicoletti e si celebrava l'Italian Design Day 2019 e la Festa della Primavera. Tutto ciò per i kazaki è stato motivo di orgoglio, così come avere lì ad un passo il figlio del grande architetto che ha realizzato un'opera che è stata celebrata da tante riviste specializzate. 

Anche il suo discorso è molto interessante ed applaudito, un sunto?

Nel mio discorso ho messo in luce come Lonely Planet ha considerato tra le 15 opere più significative al mondo, il Central Concert Hall, assegnando il 9° posto e come gli architetti italiani siano stati eccellenti nel portare una parte di storia e di civiltà sapendo cogliere e rispettando la tradizione locale oltre al momento politico, comprendendo al meglio l'anima del Paese. In questo caso si tratta di un elemento di tipo generale più interessante dotato di raffinatezza tecnica e tecnologica. Non abbiamo realizzato qualcosa che poteva stare bene a Shanghai piuttosto che in altra location, bensì qualcosa che fosse in armonia e corrispondesse perfettamente alla natura di questo Paese. Devo sottolineare che gli architetti hanno avuto l'acume e la sensibilità di cogliere il fiore della steppa per creare il Central Concert Hall. Ho sempre valorizzato, con il Presidente del Paese e gli altri politici, la capacità degli italiani di badare a quelle raffinatezze che sono tipiche delle grandi capacità tricolori e l'acume dell'occhio italiano nel saper cogliere il bello anche in zone non solo distanti geograficamente, ma anche nell'ambito paesaggistico e strutturale, mettendo in risalto gli aspetti più gradevoli della zona ove si opera.

Interno del Concert Central Hall
Interno del Concert Central Hall

L'auditorium è protetto da petali che sono uguali a quelli dei fiori della steppa. Gli architetti hanno avuto la bravura di venire incontro ad un Paese dove siamo i primi come partner commerciali, poiché con ENI estraiamo molto petrolio e gas, senza questi elementi lo sviluppo di questa nazione sarebbe stata quasi impossibile.

Quando il Presidente del Kazakistan chiese agli italiani di creare una nuova capitale nel cuore della steppa tanti nostri designer ed architetti si sono prontamente offerti, come lo Studio Nicoletti, di venire in aiuto non solo a creare grattacieli meravigliosi, ma realizzare un'entità del Paese. Anche l'Opera House è spettacolare come il museo di scienze e tecnologia alla zona dell'Expo.

Teatro dell'Opera di Astana
Teatro dell'Opera di Astana

C'è grande interesse per la nostra creatività da parte degli asiatici, tanto che le autorità locali in un bel numero di delegazioni verranno alla settimana del Salone del Mobile di Milano che ritengono essere imperdibile, dopo quanto illustrato da me.

Successo anche per l'esibizione del tenore napoletano Aldo Caputo?

C'è poi stata l'esibizione del nostro artista Caputo, tenore bravissimo che si è superato in "Una furtiva lagrima" dall'Elisir d'amore di Donizetti, veramente commovente. Infatti lo stesso Caputo si è stupito che la sua voce, seppur artista di grande talento, ma dotato di una voce umana, si sia propagata all'interno dell' Auditorium in maniera perfetta, senza alcuna dispersione.

Senza dubbio lo Studio Nicoletti ha realizzato un capolavoro che deve essere presentato al mondo. Grande motivo di orgoglio e vanto per noi italiani e lo stesso per i kazaki che ci stringe in un legale indissolubile.

Nel suo discorso anche un accenno a Leonardo?

Quest'anno si festeggiano i 400 anni dalla morte di Leonardo ed è importante che lo ricordiamo al mondo!  Abbiamo iniziato a fare design con gli archi dell'acquedotto romano e non ci siamo più fermati, seguendo con Michelangelo, Bernini, Lorenzo Piano ed ora i Nicoletti seconda generazione.


Qual è il suo rapporto con la lirica e quanto intende promuovere questo patrimonio italiano in Kazakistan?

Sono sempre stato un appassionato di musica lirica.  Quando era a Chicago ero un habitué della Opera House, così come quando ero ambasciatore di Praga ero di casa al Teatro dell'Opera, alla  Canegie Hall di New York quando ero negli Stati Uniti... Non mi considero un gran competente, bensì un gran amatore ed anche qui sono sempre presente alla rappresentazioni dell'Astana Opera, dove la lirica è molto importante. Pensi che il primo Teatro Lirico in Kazakistan.è stato fondato nel 1937 ad Almaty dove in pieno stalinismo qualcuno che ha voluto aprire e celebrare Verdi e Puccini. Forse noi italiani non ci rendiamo conto del patrimonio che abbiamo con la lirica.

Lei adora Puccini, vero?

Alcuni gironi or sono è stata messa in scena una stupenda Turandot con il M° Acquaviva, di cui sono amico fraterno, del Carlo Felice di Genova con una scenografia dei più grandi geni: Frigerio. Senza dubbio anche le voci erano straordinarie. La cosa sorprendente è che sono riuscito a mandare al Carlo Felice di Genova la prima opera Kazaka, Abai, ritenuto il capolavoro della lirica di questo Paese, quattro mesi fa con grande successo. Noi non dobbiamo solo celebrare noi stessi, ma anche aprirci ai nostri interlocutori.

Un progetto importante da Lei desiderato verrà posto in essere a giugno prossimo?

Si esatto. Grazie ad un'idea che mi è venuta tempo fa e grazie all'ENI abbiamo fatto un accordo con l'Università euro-asiatica sul fiume, apriremo a giugno prossimo un Centro di Cultura Italiano e  lo dedicheremo ad un grandissimo italiano: Enrico Mattei, fondatore dell'ENI.


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IL CENTRAL CONCERT HALL AL NONO POSTO TRA LE ARCHITETTURE PIU' BELLE DEL MONDO

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