LA VIGILIA DI NATALE A NAPOLI ED ENRICO CARUSO

19.12.2022

In questo viaggio nelle tradizioni e ricette dell'eccellenza napoletana Televisionario2 in onore della Campania e di Napoli propone l'ascolto del grande Enrico Caruso ne La donna è mobile. 

A novembre del 1903, il tenore napoletano, si recò negli Stati Uniti al Teatro Metropolitan di New York il suo debutto avvenne il 23 novembre con il duca di Mantova nella ripresa di Rigoletto di G. Verdi. Il pubblico gli chiese di bissare La donna è mobile

Enrico caruso fu il primo a portare la canzone napoletana con O sole Mio nel Mondo con un successo straordinario.  La sua interpretazione non è seconda a nessuno. Sembra  si possa solo affiancare a quella di Luciano Pavarotti. 

(Alex Ziccarelli) Napoli è una città meravigliosa sempre, 365 giorni all'anno ma, se c'è un periodo nel quale si colora, si anima di suoni e musica e assume un aspetto, se possibile, ancora più magico questo è il Natale. I napoletani sono legatissimi alle proprie tradizioni e, soprattutto appunto a Natale, non possoIl presepe, in napoletano 'o presepio, è una rappresentazione della scena della natività di Cristo. I napoletani adorano costruire ogni anno il loro presepe, acquistando i pezzi nei numerosissimi negozietti artigianali di Via San Gregorio Armeno, la "via dei presepi", dove è possibile trovare statuine di personaggi non solo rappresentativi della scena della nascita di Gesù ma anche personaggi d'attualità, come politici, calciatori, cantanti e attori. Il presepe napoletano non è, quindi, solo un simbolo religioso, ma un vero e proprio strumento narrativo e identificativo del Natale a Napoli. Nella notte della vigilia, tra il 23 e il 24 dicembre, i due mercati di Porta Nolana e quello della Pignasecca diventano una tappa imprescindibile per chi vuole comprare il pesce per la cena della Vigilia. Le danze si aprono con gli antipasti, un'insalata di polpo e la pizza di scarole, una torta rustica che viene farcita con alici, olive nere e capperi. no rinunciare ad alcuni cibi, oggetti e rituali. 

Ovviamente il pesce la fa da padrone ovunque e in tutti modi: una delle pietanze più consumate a Natale dai napoletani è il pesce fritto, in particolare il baccalà e il capitone. Per la precisione, il baccalà è una parte curata al sale del merluzzo, mentre il capitone è una tipologia di anguilla. La cena entra nel vivo con il primo piatto della Vigilia di Natale, ''o' spaghetto che frutti e mare'', col solito problema, "e' facimm in bianco o ca' pummarulella do piennol?...Vabbè facimm n'assaggio e tutte due", ''aspè...'', aspetta... ''nu piattill e menesta maritata!!'', la minestra nella zuppiera che, in tutte le case napoletane, troneggia al centro della tavola, un matrimonio sublime tra le verdure, ''bietole, cicoria, torzelle (cime di rapa), cavolo cappuccio'' e le carni, ''cotene di maiale, tracchie, ossa di prosciutto, salsicce e lardo''.

I secondi, come già accennato, ''o'pezzullo e baccalà e o' capitone'' fritti o in umido e a 'nzalata e rinforzo co e papaccelle e e' vruoccl pe' pulezzà a' vocc!''. Poi c'è solo l'imbarazzo della scelta: spigola all'acqua pazza o al forno, orata in cartoccio o una frittura di gamberi e calamari fatta al momento.

A seguire fanno il loro ingresso gli immancabili contorni, i già menzionati broccoli di Natale e l'insalata di rinforzo con cavolo bollito, acciughe, olive e papaccelle (un particolare tipo di peperone dolce).

Prima di affrontare i dolci tipici napoletani, c'è o' spass (la frutta secca) con un assortimento di nocciole, pistacchi, noci, mandorle, datteri, ceci, semi di zucca e lupini. E a concludere questo pasto luculliano arrivano sulla tavola mostaccioli, divinamore, susumielli, raffiuoli e i roccocò, deliziose ciambelline croccanti ma dure con mandorle all'interno.

Sulla tavola della vigilia non possono mancare gli struffoli, deliziose palline di pasta fritta ricoperte di miele e ''diavulilli'', piccolissimi confettini colorati decorativi. Naturalmente c'è chi prepara anche la pastiera e la cassata che non guastano affatto e mette in tavola anche il panettone e il pandoro, meglio se artigianali. I dolci devono sempre essere accompagnati da liquori digestivi come il nocillo, il limoncello o qualche rosolio e da uno spumante secco anche campano. Per la tavola della vigilia non devono mai mancare i vini bianchi campani serviti freddi come la Falanghina, il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo o il Solopaca, il Coda di Volpe o il Biancolella di Ischia. A Napoli, comunque, è fondamentale che l'ospite debba ''tuzzuliare che pier'' (bussare alla porta con i piedi perché entrambe le mani sono cariche di regali), ovvero deve presentarsi con vino, liquori, mezza pasticceria ''Scaturchio'' e, se la nonna è ancora vivente, una stella di Natale per lei.

Le famiglie napoletane si riuniscono ogni anno a Natale intorno a un tavolo principalmente per due motivi: mangiare e giocare a tombola. La tombola napoletana è un gioco antichissimo, molto simile al bingo, ma più divertente: a ogni numero è associato un significato e la persona deputata a estrarli racconta una storia buffa combinando i vari significati. Divertimento e risate assicurate.

Ma ciò che rende il Natale a Napoli davvero speciale e unico è la famiglia. I napoletani riuniscono intere famiglie intorno a un tavolo in questo periodo dell'anno, arrivando a ospitare anche 50 persone in una sola casa! Il Natale a Napoli è una festa soprattutto per questo, perché riesce a creare, anche per un solo giorno, un'atmosfera di gioia e di aggregazione nelle case di tutti.