"LA VOIX HUMAINE": UN PROGETTO MOLTO ATTESO E MERAVIGLIOSO

( Alessandra Giorda) Una vera forza della natura è così che si può definire Maria Alejandra Katzarava, soprano messicano, che ha vinto il suo primo premio operistico a 18 anni arrivando al primo posto nelle competizioni più importanti del Messico, ricevendo il Premio Maritza Alemán e il Premio Carlo Morelli . Ha debuttato al Palazzo delle Belle Arti di Città del Messico nel 2006 al fianco di altisonanti nomi quali Anna Netrebko e Rolando Villazón . Di questo soprano messicano di origini georgiane si riconoscono doti vocali notevoli che spaziano dai toni gravi, drammatici e profondi, agli acuti brillanti e coloriti. Ingredienti quali la presenza dominante sul palco con brillanti capacità nella recitazione la rendono un vero animale da palcoscenico apprezzata in tutto il mondo. Ha condiviso il palco con il famoso tenore Andrea Bocelli, che ha portato il soprano messicano-georgiano a Mumbai, India, con Zubin Mehta sul podio, di fronte a 80.000 persone in un concerto che ha celebrato l'80° anniversario del direttore indiano. Successivamente Abu Dhabi, Manila, Tokyo e Seul. Ha cantato con enorme successo nei teatri più prestigiosi del mondo e nell'intervista a seguire si racconta tra progetti presenti e futuri.

Maria Alejandra Katzarava, soprano
Maria Alejandra Katzarava, soprano

Raccontaci del progetto "La Voix Humaine" che ti vede unica protagonista e nel quale spicca il nome di Paolo Gianni Cei?

È stato un progetto che ho molto atteso. Per la prima volta poter debuttare un monologo così impegnativo dal punto di vista drammatico e tener il pubblico con la massima attenzione per oltre di 50 minuti. La scenografia curata da Paolo Gianni Cei e la sua regia hanno suscitato in me grandissime emozioni durante l'opera. Una produzione minimalista con The Nu Opéra.

Mentre del Revival di Edith Piaf cosa ci racconti?

Non solo la lirica, ma pure il pop sono due mie grandissime passioni, soprattutto la musica francese. Sono una grandissima ammiratrice di Edith Piaf e mi piace il suo modo di parlare con l'emozione giusta. Ho fatto cinque concerti sold out. Questo spettacolo consiste in un quartetto di musicisti - jazzisti- e tutte le canzoni con nuovi arrangiamenti.

Quanto è importante che la cultura sia alla portata di tutti?

Dovrebbe essere un obbligo portare la cultura a tutti. Un mondo senza cultura è un mondo senza anima, senza educazione ed empatia.

Maria Alejandra Katzarava, soprano
Maria Alejandra Katzarava, soprano

Dal tuo debutto a soprano acclamata nei teatri più importanti del mondo. Di strada ne hai fatta molta. Rifaresti tutto o cambieresti qualcosa?

Credo che tutti gli sbagli e tutte le gioie che mi hanno portato su questa bellissima strada che ho percorso durante questi anni, mi hanno portato ad essere quella che sono e non cambierei niente. Oggi sono più forte, più serena e vedo la vita molto diversa da quando avevo 22 anni e ho incominciato a sviluppare la carriera a livello internazionale. Oggi sono più sicura di me stessa ed è grazie a tutte le cose che ho visto e che ho vissuto, oltre a quelle sofferte, che oggi posso dire che ho sono felice e mi godo tutto quello che faccio.

Cosa ci racconti dell'incontro con Placido Domingo a Guadalajara?

È stato un bellissimo concerto, un Réquiem di Verdi diretto da lui. Per me è sempre una gioia immensa poter cantare accanto a questo artista. Placido è un esempio, una guida ed una fonte d'ispirazione sia come artista sia come persona.

In quell'occasione ho ricevuto la medaglia ' Jose Pablo Moncayo ', come giovane artista, è stato un momento indimenticabile. Ogni volta che posso condividere il palco con il Maestro Domingo sempre imparo tante cose utili e preziose che mi aiutano molto per diventare un soprano più completo.

All'attività operistica abbini anche quella concertistica. Dove ti senti più a tuo agio?

Me le godo tutte e due. Certamente c'è una preferenza per l'opera perché posso sfogarmi di più.

A luglio prossimo sarai un'imperdibile Aida al Tiroler Festspiele. Raccontaci tutte le anticipazioni.

Sono molto lieta di debuttare al Tiroler Festpiele sotto la regia di Daniela Kerck, una straordinaria scoperta come artista. Un'altra sorpresa straordinaria è di essere diretta da Audrey Saint-Gil che è una artista impeccabile, oltre ad essere pianista. E' un vero piacere fare la musica con gente così che capisce e vive la musica con il cantante. Una vera musicista.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Prossimamente per la mia Fondazione andrò in Colombia per fare una masterclass ed un concerto, poi sarò al Festival Verdi di Parma e debutterò nei I due Foscari. Inoltre debutterò in un'opera contemporanea scritta per me dal compositore catalano Alberto Garcia Demestres, che si chiama ' Juana sin Cielo ' a Granada, la Voix Humaine al Festival Internazionale Cervantino in Messico. Ritornerò in Europa per cantare Pagliacci, nel ruolo di Nedda all'Opera di Oviedo.

Quali ruoli vorresti debuttare?

Mi piacerebbe molto debuttare Attila, Turandot, Nabucco, la fanciulla del West, Un ballo in maschera e Luisa Miller.