OPERA OFF UN GENIALE PROGETTO FIRMATO DA GIUSEPPE RAIMONDO

Una partita a calcio senza confini

C'è un squadra di calcio, che usa la voce al posto dei piedi, e gioca una partita senza confini, che attraversa tutta la città. Il centravanti si chiama Rossini, il regista è Verdi, l'ala sinistra Bizet, il libero arriva dall'Ungheria e di nome fa Bartok, il portiere è di belle speranze, lo chiamano Poulenc.

Il pallone rotola, attraversa le strade di Torino, passa per i cortili, entra nei musei, si infila negli angoli vetusti e corre nei riflessi delle vetrine. Rimbalzi, rimbalzi, rimbalzi. Una rassegna d'opera fatta di rimbalzi che si moltiplicano in luoghi speciali, generando vibrazioni, chiamandoci a tifare, a correre e ad inseguire anche noi quel pallone che rotola: un sogno aulico e pulsante, una fuga sulla fascia, un contropiede artistico.

OPERA OFF è incursione lirica nel territorio, canto che ri-definisce gli spazi pubblici, sperimentazione scenica diffusa: un flash-mob in divenire che attraversa la storia del bel canto, per generare nuove modalità con cui vivere l'Opera. Dribbling di Bizet, passaggio smarcante di Verdi, pallonetto di Rossini. Applausi.

La forza della squadra

Siamo registi, cantanti e creativi a livello professionale, siamo inseguitori di palloni, siamo giocatori urbani. OPERA OFF è il nome della nostra stagione. Siamo pronti a rischiare, producendo eventi artistici di alto livello e portando i nostri spettacoli in contesti non convenzionali. Ci piace il gioco moderno, quello a zona, perché il nostro obiettivo è creare spettacolo, come fanno gli olandesi o gli spagnoli; ma quando serve sappiamo essere maledettamente concreti, come gli italiani. Possiamo affrontare e vincere avversari all'apparenza più forti di noi, ma questa sfida va giocata con tutto lo stadio, e con la forza dei nostri tifosi, che siete voi. Sapere che siete con noi, ci rende invincibili.

Campi di gioco

I nostri spettacoli avvengono in musei, stazioni ferroviarie, teatri e cimiteri. In alcuni luoghi le performance possono prevedere percorsi itineranti e immersivi: "l'esperienza dell'opera sarà così vissuta con un coinvolgimento più diretto del pubblico, che diverrà inevitabilmente parte dello spettacolo". Come nei campi inglesi, dove non esistono barriere ed il pubblico e i giocatori sono uniti in un solo respiro emozionale, in un sola pulsazione agonistica, in un solo bagno collettivo di catartica tensione.

Tattica, moduli e schemi

A noi, di base, piace giocare con il 4-4-2, diciamolo. Ma crediamo che una piccola squadra, come la nostra, debba saper modificare il suo modulo durante la gara. Questo significa essere in grado di trasformare, adattare e ri-definire le urgenze poetiche, in base alle locations e agli obiettivi artistici, stringendo collaborazioni con artisti di alto profilo ed eventualmente coinvolgendo anche nomi di rilievo internazionale. L' obiettivo è quello di coinvolgere, con proposte spettacolari innovative, un pubblico nuovo ed in continua evoluzione, nella volontà di integrare l'aspetto spettacolare di ogni evento con occasioni di dibattito in cui far convergere le voci, le idee e le esperienze di tutti.

Il gioco all'italiana

L'opera lirica è sicuramente il prodotto italiano culturale d'eccellenza: l'Italia ha inventato l'Opera lirica nel '500, dettandone canoni e stili, e tale patrimonio artistico necessita, oggi più che mai, di essere salvaguardato e valorizzato. Nel tempo, l'Opera lirica ha prodotto passione, orgoglio nazionale e ricchezza; ma ha soprattutto sedotto, fatto piangere ed innamorare donne ed uomini di tutte le età, portando nella vita quotidiana la potenza e la bellezza delle sue arie, dei suoi personaggi e delle sue storie. Una narrazione "fondante", sulla quale si innestò la costruzione culturale del nostro popolo, oggi bisognoso di affinare nuovi linguaggi per esplorare la propria mutevole identità, nel grande villaggio globale.

Le cifre del Campionato

La Stagione OPERA OFF propone 6 opere liriche e 5 concerti, attraverso un percorso di riscoperta che coinvolge nuove promesse ed artisti affermati. Cantanti, registi, scenografi e maestri collaboratori sono così chiamati a far vibrare l'Opera all'interno di contesti contraddistinti da una forte identità culturale (musei, biblioteche civiche, teatri off, teatri di provincia).

Tradotto in numeri:

6 opere liriche, 5 concerti, 10 spazi differenti, 5 compositori italiani, 2 compositori francesi,1 compositore tedesco, 1 compositore ungherese, 40 cantanti lirici, 35 coristi

2 maestri collaboratori, 2 direttori di coro, 2 scenografi, 1 direttore di scena, 3 registi, 2 direttori d'orchestra.

Il nostro lavoro.

Facciamo una grande opera. Rischiamo tuffandoci nel più alto livello artistico, vincendo ostacoli all'apparenza insormontabili, coinvolgendo un pubblico multiplo con una forma d'arte che altrimenti potrebbe essere considerata inaccessibile.

Come lo facciamo?

Il nostro è un piccolo team che vuole attirare alcuni degli artisti più interessanti del mondo e formare partecipanti volontari per creare performance su larga scala in spazi straordinari, non convenzionali. Il nostro lavoro innovativo vuole attirare costantemente un pubblico nuovo e in continua evoluzione.

Spettacolo inteso come esperienza diretta tra artisti e audience.

Dove lo facciamo?

Ci esibiamo in musei, stazioni ferroviarie, teatri, biblioteche e cimiteri. In alcuni luoghi al pubblico verrà richiesto di muoversi con l'azione scenica: "l'esperienza dell'opera sarà così diretta con la gente da farlo diventare, inevitabilmente parte dello spettacolo.