ORCHESTRA DEL TEATRO ALLA SCALA: DIRIGE  SUSANNA MÄLKKI

22.04.2021

Venerdì 23 aprile 2021 ~ ore 20

Diretta streaming sul sito web e sui canali social del Teatro alla Scala

Concerto sinfonico

ORCHESTRA DEL TEATRO ALLA SCALA

SUSANNA MÄLKKI,direttrice

Richard Strauss

Serenade in mi bem. magg. op. 7

per fiati

Maurice Ravel

Ma mère l'oye

Ludwig van Beethoven

Sinfonia n. 1 in do magg. op. 21

La Stagione Sinfonica prosegue venerdì 23 aprile alle ore 20 con un appuntamento in diretta streaming con l'Orchestra della Scala diretta da Susanna Mälkki.

Susanna Mälkki è stata dal 2006 al 2013 Direttrice musicale dell'Ensemble InterContemporain; dal 2016 è Direttrice principale della Helsinki Philharmonic Orchestra e dal 2017 è Direttrice ospite principale della Los Angeles Philharmonic.

Torna alla Scala dopo il successo del debutto nel 2011 - prima donna sul podio del Piermarini - con la prima assoluta dell'opera di Luca Francesconi Quartett e i concerti con la Filarmonica nel 2014. La prima donna a dirigere una produzione scaligera è stata Claire Gibault, nel 1995, per la prima rappresentazione italiana de La Station Thermale di Fabio Vacchi al Teatro Lirico.

Il programma del 23 aprile si apre con la Serenata in mi bem. magg. op. 7, composizione giovanile di Richard Strauss, un piccolo gioiello in un solo movimento per un organico di tredici strumenti, che rivela nella forma e nel carattere l'impronta del classicismo mendelssohniano e brahmsiano.

Il concerto prosegue con le suggestive atmosfere fiabesche di Ma mère l'oye di Maurice Ravel e si conclude con la Prima Sinfonia di Beethoven, in cui pur nel solco della tradizione mozartiana e haydniana già si staglia autentico il linguaggio innovatore, ardito e appassionato, del genio di Bonn.

Susanna Mälkki

Nata a Helsinki, ha studiato violoncello con Hannu Kiiski e direzione d'orchestra con Jorma Panula all'Accademia Sibelius della sua città e alla Royal Academy of Music di Londra, perfezionandosi sotto la guida di Esa-Pekka Salonen. Dal 2016 è Direttrice principale della Helsinki Philharmonic Orchestra e dal 2017 è Direttrice ospite principale della Los Angeles Philharmonic.

Specializzata in musica contemporanea, è stata Direttrice musicale dell'Ensemble InterContemporain dal 2006 al 2013. Nel 2011 è stata la prima donna a salire sul podio del Teatro alla Scala, per la prima mondiale dell'opera Quartett di Luca Francesconi.

Nel dicembre 2016 ha debuttato al Metropolitan dirigendo L'amour de loin di Kaija Saariaho per la regia di Robert Lepage. Nel luglio 2021 debutterà al Festival di Aix-en-Provence alla guida della London Symphony Orchestra nella prima mondiale dell'ultima opera di Saariaho, Innocence. Per la stagione in corso con la Helsinki Philharmonic Orchestra ha in programma numerose collaborazioni con i media ed esecuzioni a distanza, in linea con l'attuale situazione sanitaria mondiale. Inoltre dirigerà come ospite la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, l'Orchestra del Gewandhaus di Lipsia e i Berliner Philharmoniker.

In campo operistico ha diretto, tra l'altro, la prima mondiale di Trompe-la-Mort di Francesconi (2017), Rusalka di Dvořák (2019) e Yvonne, Princesse de Bourgogne di Philippe Boesmans (2020) all'Opéra di Parigi e Dantons Tod di Gottfried von Einem nel 2018 alla Staatsoper di Vienna. Nel 2022 tornerà al Metropolitan per dirigere The Rake's Progress di Stravinskij.

Ugualmente richiesta anche in campo sinfonico, dirige regolarmente alcune delle più importanti orchestre nordamericane e europee, tra cui la Cleveland Orchestra, la New York Philharmonic, le Orchestre sinfoniche di Chicago, Philadelphia e Boston, la London Symphony Orchestra, i Münchner Philharmoniker, i Wiener Symphoniker e la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks.

Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per il suo impegno a favore della musica. Nel 2010 è diventata Fellow of the Royal Academy of Music, nel 2011 le è stata conferita la medaglia Pro Finlandia dell'Ordine del Leone di Finlandia, nel 2014 è stata nominata Officier de l'Ordre des Arts et des Lettres e nel 2016 Chevalier de la Légion d'honneur. Nell'ottobre 2016 la rivista "Musical America" l'ha eletta "Direttrice d'orchestra dell'anno" e nel 2017 le è stato conferito il Nordic Council Music Prize.

C'è in quest'opera un'abile strategia espressiva nel maneggiare le maschere della tragedia e della commedia, poiché l'Adagio molto, subito dopo le prime battute tonalmente ingannevoli, ha un respiro serio e meditativo di accigliata profondità, che rende per contrasto ancora più inaspettato il guizzo dell'Allegro con brio bitematico, sul quale ritorneremo in coda a queste note.

L'Andante cantabile con moto (secondo movimento) è di carattere galante e danzato, e tende in qualche modo al Minuetto, così come il Menuetto (terzo tempo), tende allo Scherzo nel suo andamento accelerato e ansimante. Nella scelta di velocizzazione del tempo lento, forse l'autore ritenne che c'erano già il tempo lento iniziale e le sette battute di Adagio prima dell'Allegro molto e vivace, per prevedere un vero Adagio in seconda posizione. Dopo il Menuetto, scherzoso in tutti i sensi, il finale che esplode in forma di rondò, dopo l'attesa insostenibile generata da quelle poche battute di Adagio, avrebbe un carattere questa volta indubbiamente napoletano, non fosse altro che per la mole di scherzi e sorprendenti invenzioni strumentali che Beethoven dissemina nella partitura.

Un commentatore geniale e originale come il compianto Carl Dahlhaus (che preferisce far derivare lo stile musicale di Wagner dall'opera "napoletana" piuttosto che dalla riforma gluckiana) ha avanzato un'ipotesi critica curiosa sull'Allegro con brio iniziale della Prima Sinfonia. Egli tende innanzitutto a cogliere nella sinfonia l'estetica del sublime, secondo cui il misterioso linguaggio sinfonico non dipende da alcuna legge di verosimiglianza, né da storie, drammi o caratteri; salvo però sposare la teoria settecentesca di Abraham Peter Schulz, secondo cui il linguaggio sinfonico ‒ in quanto espressione del grande, del solenne, dell'elevato, e soprattutto in quanto "riflessione sorretta dall'entusiasmo ed entusiasmo permeato di riflessione" ‒ è strettamente imparentato con il modello poetico dell'ode di Pindaro. Allegro sinfonico come "volo pindarico": classicismo musicale viennese e classicismo poetico greco. Nella sua lunga e articolata ipotesi, Dahlhaus spiega che il disordine apparente della melodia e dell'armonia nel linguaggio musicale di un Allegro sinfonico come quello della Prima di Beethoven, le sue improvvise transizioni, l'elemento sorpresa, l'arditezza, l'immaginazione, la capacità di coniugare il puro pensiero con la passione sono caratteri che la trattatistica attribuisce anche all'ode pindarica, con la sua "apparente assenza di regole ritmiche", e nel suo incessante fluire, secondo la definizione di Herder, come un "fiume che trascina nei suoi gorghi tutto ciò che è mobile". La sintassi della Prima Sinfonia, "complicata e artificiale", basata sulla stessa "irregolarità metrica e sintattica" attribuita, secondo Orazio, all'ode pindarica e su una simulata irregolarità percepita come "fluire", si stacca già dai modelli haydniani, e si pone, secondo Dahlhaus, come autentico linguaggio sinfonico beethoveniano già compiutamente definito.