PER USCIRE DALLA GRAVOSA SITUAZIONE ECONOMICA IN SUD AMERICA NON BASTA IL DENARO SERVE LA CULTURA

( Alessandra Giorda) Direttamente dal Costa Rica, dove il baritono argentino trascorre parte delle vacanze, l'intervista a seguire. Leonardo Estévez ha al suo attivo oltre 150 ruoli in opere liriche. Ha lavorato con registi di grande prestigio come il Premio Oscar Eugenio Zanetti, che gli ha donato un meraviglioso quadro, ed il bravissimo Stefano Poda tanto per citarne alcuni. Molti gli argomenti trattati, dai primi passi nel mondo della musica e della lirica ad artista affermato con parecchi progetti importanti in fase di attuazione. Annuncia i suoi prossimi appuntamenti, in primis, impegnato a marzo prossimo sarà un imperdibile Conte di Monterone. Ricorda i bei momenti trascorsi con il tenore Luciano Pavarotti e spende parole di lode per la sua seconda casa: il Teatro Colón . Un grido di protesta ai politici che non facciano dell'arte e della lirica uno strumento politico ed un ammonimento ai critici che scrivono recensioni basandosi su voci ascoltate sui CD o DVD. Rammenta famose parole del grande M° Arturo Toscanini. Svela la sua passione per il gioco del Golf con il quale si diverte con altrettanti nomi altisonanti. Ama vari generi musicali, la natura, gli asados con gli amici .Tutto questo e molto altro . Buona lettura!

Quando hai capito che la lirica sarebbe stato il tuo mondo lavorativo?
Non lo so con certezza. Da bambino, quando avevo circa sei o sette anni, ho studiato la fisarmonica e mai mi sono allontanato della musica. Anni dopo mentre studiavo all'Università alla Facoltà di Ingegneria parallelamente frequentavo il Conservatorio. Successivamente l' ISA (Instituto Superior de Arte) al Teatro Colón di Buenos Aires, per diventare un professionista. Nel anno 1999 ho lasciato tutte le altre occupazioni per dedicarmi alla carriera come unico lavoro.

Quando hai mosso i primi passi nel canto?
A quindici anni ho cantato in un Concerto con Orchestra alcuni pezzi di Alfredo ne La traviata. Non posso legare questo evento come esordio di carriera, ma come una ricerca della mia voce... A quindici anni puoi fare ogni cosa, la gioventù tutto permette, ma dopo devi continuare a studiare seriamente la tecnica.
Credo che la prima opera che ho cantato sia stata Amelia al Ballo di Menotti, nel ruolo del marito, con il Maestro Sergio Giai, nell' anno 1993. Dopo questo Il Campanello di Donizetti, Amahl di Menotti e tanti altri ruoli.


Sei un baritono molto apprezzato dai critici che hanno quasi sempre speso per te eccellenti parole. Leggi le critiche o preferisci non farti influenzare?
Si. Veramente leggo tutto e cerco d'imparare. Non esiste critico più esigente con il mio lavoro di me.
Ora con 46 anni e dopo più di 30 come musicista, posso riconoscere un critico che ha studiato rispetto ad uno che soltanto scrive quello che pensa.
Ci sono critici, conoscitori, studiosi, investigatori che veramente è un piacere leggerli. A volte non concordo su quanto scrivono, ma parliamo la stessa lingua come professionisti. Tuttavia ci rifletto e cerco di migliorare sempre. Questo è il lavoro che ogni artista dovrebbe svolgere.
Ci sono anche alcuni critici che hanno studiato un poco, ma che non arrivano ancora a capire che noi cantanti, siamo tutti diversi vocalmente e artisticamente e che abbiamo una voce diversa da quelli che loro ascoltano sul DVD. Non tutti sanno che noi come artisti cerchiamo di trovare la realtà nascosta dietro lo spartito che dipende moltissimo dal teatro, dall' orchestra, dalla regia....
Tutti i registri discografici hanno un lavoro che non corrisponde alla realtà. I compositori hanno scritto la musica per essere rappresentata in un teatro o sala da concerti. Le orchestrazioni sono pensate per quei posti e non per essere ascoltati attraverso auricolari o di peggio un telefono...
Penso alle parole di Toscanini: "Se fossi ricco, comprerei tutti i dischi che ho fatto, per non lasciare quella miserabile eredità..."
Veramente quello che si sente in dischi è falso ed aggiustato con i mezzi che offre il computer.
È impossibile capire il vero rapporto con la musica attraverso gli auricolari e fare confronti con vera musica dal vivo.

Quali sono i ruoli che più si prestano alla tua vocalità?
Non lo so ! Ho fatto già abbastanza di tutto, più di 150 ruoli. Ho una voce che si sente bene nei teatri e questo è stato sempre un punto a mio vantaggio.
Ho cantato prestissimo ruoli in opere di Wagner, Puccini ed il verismo oltre che Mozart. Adoro il Belcanto ed il primo Verdi. Noi giovani artisti, purtroppo non possiamo sempre scegliere cosa cantare, ma è la carriera che sceglie per noi. Questa mia voce per fortuna mi ha permesso (con intelligenza e buona salute) di affrontare quel repertorio un poco più pesante nei tempi della mia gioventù senza distruggermi.
In questo momento mi sento più preparato tecnicamente con maggior maturità vocale ed artistica per interpretare quei ruoli che ho già cantato anni fa.

Quali ruoli ti piacerebbe debuttare?
Non ho fatto ancora in scena Jack Rance ne La Fanciulla del West... Mi sono veramente innamorato di quell'opera quando ho lavorato con la regia di Marcelo Lombardero (come cover ho mosso i primi passi) al Colón.
Ce ne sono altri, magari potrò farli prossimamente, però sono fortunatissimo per tutto quello che ho già fatto.

A marzo prossimo porterai in scena Il Conte di Monterone nell'opera Rigoletto di Verdi al Colón di Buenos Aires. Qualche anticipazione?
Tornare al Colón è sempre una gioia . Questo Monterone ha per me un grande significato. L'ho cantato nel 2003 ed alternavo le recite con Ricardo Yost, un importantissimo baritono argentino che è morto anni or sono. Il direttore era il M° Bruno D'Astoli, mio maestro di repertorio. Il mio predecessore fu Erwin Schrott quando incominciava la sua carriera... Ricordo le parole del direttore del Colón quando mi ha offerto di cantare questo ruolo: "tieni ben presente la carriera che ha fatto Erwin Shrott dopo questo Monterone!"


Cosa ci racconti di questo teatro che è uno dei più grandi del mondo?
Cosa dire oggettivamente? E' importantissimo e rappresenta la mia seconda casa.
Ho studiato lì e ho trascorso ore ed ore ad ascoltare i migliori cantanti del mondo, lavorando ed imparando con maestri e colleghi famosissimi, amici... ricordo quando essendo ancora studente ho potuto parlare con Pavarotti, ed abbiamo bevuto il tè con "facturas" nel suo camerino. Ricordo ogni parola, ogni scherzo...Il Teatro Colón è il più bello del mondo. L'acustica è perfetta e tutti lo riconoscono.
Ora stiamo passando un momento difficile in Argentina, l'economia non aiuta, ma spero che fra poco tornerà al suo massimo splendore artistico. I cantanti argentini e il pubblico amante della lirica meritiamo questo splendore nuovamente.

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti imminenti?
Dopo Monterone, ci sarà Falstaff con Sir John Falstaff, Tosca con Scarpia ed alcuni concerti. Sto continuando a lavorare con Òctopus, il mio nuovo progetto artistico.
Oltre a cantare voglio anche dirigere maggiormente, fare musica accademica, sinfonica e lirica come penso che debba essere fatta. Aiutare i giovani artisti, musicisti e cantanti a trovare il vero senso dell'arte ed a scoprire che cosa si cela dietro le note.
Dopo avere lavorato e vissuto in altri Paesi sono convinto che soltanto la cultura e l'educazione possono aiutare noi dei paesi latinoamericani ad uscire dai grandi problemi che ci affliggono. Non si esce mai da situazioni di povertà assoluta soltanto con il danaro. La ricchezza d'un popolo è la sua gente. La cultura, l'arte e l'educazione fanno di noi persone migliori e pertanto migliori cittadini.
Il problema non è economico! Quella è una bugia ed una semplice scusa. Tutti noi artisti dobbiamo fare il massimo sforzo possibile per aiutare a divulgare la cultura. Sento la responsabilità di aiutare, di spostare l'arte dalla politica e dai politici che non devono approfittare degli artisti per fare politica.

Leonardo Estevez con il quadro di Eugenio Zanetti
Leonardo Estevez con il quadro di Eugenio Zanetti

Hai lavorato con registi importanti tra i quali il Genio e Premio Oscar argentino Eugenio Zanetti. Un commento su di lui?

Eugenio Zanetti è un artista incredibile di una immaginazione e sensibilità mai vista. Una persona amabilissima e grande conoscitore dell'arte. Lo ammiro profondamente.
Ho cantato il protagonista della sua prima opera al Colón (The Servant di Marco Tutino) ed è stato un grandissimo successo. Ho grandi ricordi di quell'evento ed anche una bellissima pittura, da lui realizzata, che mi ha regalato!
Ho "fatto" il Pizarro di Fidelio con lui al Colón che mi sembrava di vivere un sogno. Tutto magico!

Di Stefano Poda cosa ammiri? Lo scorso anno al Regio di Torino ha firmato una regia strepitosa di Turandot.
Ho "fatto" Il Trittico di Puccini con lui. Una regia dentro l'acqua con una atmosfera oscura... Il maestro Poda è un creatore. Lui moltiplica i sentimenti dei personaggi attraverso quello che si vede con l'atmosfera sul palco scenico. È strano, perchè a volte quello che si dice, non è quello che si vede, però quello che produce nel pubblico veramente funziona.

Chi è Leonardo Estévez nel privato? Quali sono le tue passioni?
Nel privato sono Leo oppure papá. Ho alcuni amici nel mondo. Mi piace molto giocare a Golf (siamo tantissimi amici colleghi golfisti: Piotr Beczala, Zoran Todorovich, Zelico Lucic, Gregory Kunde e tanti altri!)
Non fumo, non bevo, faccio il cuoco e amo l'hamburger! Studio ogni giorno un poco, amo i miei cavalli, la motocicletta, il mio pick-up in campagna o in spiaggia... amo la natura profondamente... dormire all'aperto... fare "asados" con gli amici.

Oltre alla lirica quale musica ascolti?
Tchaikovsky, Beethoven, Brahms, Mahler, Berlioz, Gesualdo da Venosa, Palestrina... mi piace molto anche la musica pop/rock degli anni '80 ed anche prima. Posso scoprire melodie ed armonie belle. Credo che la musica di adesso è molto fabbricata... sembra più semplice e scarsa di capacità artistica (non voglio dire con questo che la musica deve essere difficile o complicata) mi piace la bellezza di una melodia bene fatta, una bella poesia con musica, non soltanto ritmici suoni elettronici fatti con il computer.