PILLOLE D'ARTE: LA CAMERA DA LETTO DI VAN GOGH

( S.G.) Prima di iniziare la breve descrizione del dipinto raffigurante la Camera da letto desidero porre all'attenzione del lettore su uno scritto di Vincent Van Gogh, tratto dalle lettere al fratello:

" Vorrei esprimere qualcosa che consoli come la musica, vorrei dipingere uomini e donne con quell'eternità il cui segno era una volta l'aureola, e che ora noi cerchiamo nelle radiazioni, nello splendore dei nostri colori". 

Van Gogh nel quadro in oggetto esprimeva " il riposo perfetto" o il sonno in generale . La veduta prospettica delle pareti e del letto, è esaltante come quella dei suoi profondi paesaggi, dove ci sentiamo precipitosamente sospinti fino all'orizzonte. In questa scena "con l'irruente serie di linee, solchi che si levano alti sulla tela " Vincent Van Gogh trovò un'espressione di calma e di grande pace.

Per la sua natura ultra sensibile, le percezioni più smorzate erano già cariche e inquietanti. Ma la sua sensazione di riposo in dipinti così pieni di movimento è anche il risultato di una specie di processo catartico: proiettando il movimento nella natura, egli si libera della tensione e conquista una pace reale.

Anche nei colori Van Gogh, con vivaci contrapposizioni, il giallo chiaro che si accompagna al violento cinabro è la coloristica più forte del quadro; diagonalmente opposto, lo specchio dalla cornice nera con la sua luce intensa, il tono più luminoso di tutta l'opera. Nei colori vi sono interessanti alterazioni di toni, il giallo e l'arancione dei mobili, il verde e il giallo della finestra, che ci ricordano motivi coloristici primitivi.

Notiamo la semplicità degli oggetti, parte dello spirito potente dell'artista  che vive in questa camera ed impone al suo mondo intimo la propria intensità di sentimento.


La camera di Vincent ad Arles è il nome di tre dipinti del pittore olandese Vincent Van Gogh, realizzati tra il 1888 ed il 1889 e conservati rispettivamente presso il Van Gogh Museum di Amsterdam, l'Art Institute of Chicago ed il museo d'Orsay di Parigi. 

Della casa gialla» di Arles, dove l'artista si era rifugiato con la speranza di insediarvi un atelier di pittori avanguardisti fu eseguita nell'ottobre 1888, mentre le seconde sono particolarmente interessanti perché van Gogh le realizzò durante il volontario ricovero al manicomio di Saint-Rémy-de-Provence, quasi come se egli volesse recuperare e aggrapparsi a quei ricordi felici, quali erano quelli arlesiani.