QUANDO SI FA MUSICA LE PAROLE DIVENTANO INUTILI POICHE' E' IL CUORE CHE PARLA

(Alessandra Giorda) Ad una manciata di ore dal debutto di ruolo di Mimì ne la Bohème al  65° Festival Puccini a Torre del Lago, l'intervista alla Star cinese Hui He. Il soprano proveniente dalla Terra del Dragone è nata a Xi'an ed è divenuta celebre in occasione del concorso internazionale Operalia, The World Opera Competition del 2000, svoltosi  a Los Angeles dove ha vinto il secondo premio.

Da lì di strada ne ha fatta moltissima consacrandosi una delle più belle voci del panorama lirico mondiale. Si è esibita nei teatri più prestigiosi del mondo, diretta da illustri direttori d'orchestra e con i registi più importanti.  E' ritenuta l'interprete pucciniana per eccellenza. Una vera  Star in scena ed una donna splendida e sensibile nella vita.

Nell'intervista a seguire ci anticipa la sua Mimì, in scena domani 20 luglio c.a., ruolo atteso da moltissimo tempo, confessa il suo amore per la straordinaria musica di Puccini, il successo per debutto di Turandot, anticipa i prossimi appuntamenti che la vedranno protagonista all'Arena di Verona, dove festeggerà, con la presenza di Placido Domingo, quindici anni consecutivi in questo splendido teatro, e successivamente alla Dubai Opera per poi ritornare al Met di New York.

Quanta preparazione c'è stata per il debutto nel ruolo di Mimì ?

Hui He, soprano
Hui He, soprano

Ho studiato molto per il debutto di Mimì, soprattutto dopo quello recente di Turandot che è un ruolo assolutamente diverso. Mimì è un personaggio molto speciale : "La Bohème" è stata la prima opera che ho ascoltato in vita mia...non capivo l'italiano, tuttavia mi sono scese le lacrime per le emozioni di questa musica straordinaria. Da quel momento ho definitivamente deciso che sarei diventata una cantante lirica. Quindi è una gioia immensa poter essere finalmente Mimì sulla scena. Ringrazio i miei maestri che mi seguono sempre durante lo studio, Cristina Orsolato e Alessandro Vitellio.


Anticipa le caratteristiche che avrà la tua Mimì, grazie

Come tutti i ruoli pucciniani Mimì ha delle sue caratteristiche specifiche: è diversa da Tosca (il ruolo del mio debutto italiano, al Regio di Parma, sotto la guida di Raina Kabaivanska), Butterfly o Manon Lescaut e anche dalla recente Turandot. Sento che la mia voce si adatta ad ogni ruolo seguendo le emozioni della musica: è un grande dono. La mia Mimì sarà assolutamente diversa da ogni altro mio ruolo. E' una donna dolce, fragile, ma dalla forza straordinaria. Spero di riuscire a trasmettere tutte le emozioni di questo personaggio al pubblico.

©Brescia Amisano - Teatro alla Scala
©Brescia Amisano - Teatro alla Scala

Cantare Puccini nel mondo e cantare a Torre del Lago cosa cambia dal punto di vista emotivo?

Cantare Puccini a Torre del Lago è diverso da ogni posto del mondo. Il teatro è a due passi dalla casa del Maestro e si respira il genio pucciniano in ogni angolo. Ogni volta che canto qui penso che il Maestro Puccini mi stia ascoltando e spero che lui possa apprezzare il mio canto e le mie interpretazioni. Sono felice ogni volta che vengo invitata al Festival Puccini.

Cosa ti aspetti dal pubblico di Torre del Lago?

Il pubblico del Festival Puccini è caloroso, appassionato e competente. E' una gioia poter cantare per questo pubblico e sentire la loro energia. Spero che possa apprezzare la mia Mimì e mi auguro poter tornare a cantare qui ancora per molti anni.

Andrai a visitare Villa Museo Puccini?

Si, sicuramente andrò a visitare nuovamente Villa Museo Puccini perché è un luogo straordinario, denso di magia. In quelle stanze ci sono tutte le vibrazioni del genio di Puccini, le emozioni dei suoi capolavori...è sempre commovente camminare dentro quella casa e prendere ispirazione da quei luoghi.

© Stefano Galuzzi
© Stefano Galuzzi

Grande successo per debutto nel ruolo di Turandot al Teatro Comunale di Bologna. Un ricordo che rimarrà nella tua mente?

Sento di poter essere piuttosto soddisfatta per il debutto di Turandot: è un ruolo che amo molto, ma per il quale ho aspettato ben quindici anni, rifiutando le proposte di teatri anche molto importanti. Non ho rifiutato per paura, ma perché volevo affrontare questo ruolo nel momento giusto. Ora sento di aver acquisito una tale maturità vocale e tecnica che mi permette di cantare la parte con intelligenza e consapevolezza della mia voce. Quello che ho cercato di fare è stato creare un personaggio sì forte e imponente, ma anche con un risvolto umano profondo e fragile. Nella musica ci sono tanti pianissimi e colori che meritano di essere cantati. Sono grata al Comunale di Bologna per avermi dato la possibilità di debuttare questo ruolo che riprenderò a settembre alla Dubai Opera.

Dal mondo orientale a quello occidentale per passare da quello arabo. Come commenti?

©Foto Ennevi-Fondazione Arena di Verona
©Foto Ennevi-Fondazione Arena di Verona

Ho cantato praticamente in tutto il mondo, dagli USA all'Italia, in Cina, in Oman e perfino nel deserto di Masada. La musica è un linguaggio universale e le emozioni che essa trasmette appartengono a tutti noi. Non sento una grande differenza nel cantare nel mondo occidentale, orientale o arabo, perché quando si fa musica le parole diventano inutili poichè è il cuore che parla. Penso sempre a quando ho ascoltato la mia prima opera, Bohème...nonostante non capissi una sola parola, quella musica ha parlato alla mia anima e, anche se quella storia era così distante dal mio mondo, ho capito perfettamente tutte le sensazioni di quei personaggi e di quelle voci.

Cosa apprezzi di Puccini e quanto studio c'è nella preparazione dei tuoi ruoli? 

Per cantare Puccini ci vuole la tecnica, ma ci vuole soprattutto il cuore. Tutti i personaggi pucciniani sono pieni di passione, di forza ed anche di eroismo. Studio sempre con moltissima dedizione la musica e le caratteristiche di questi personaggi per renderli veri, emozionanti per il pubblico. Mi piacerebbe debuttare altri ruoli pucciniani, magari Suor Angelica, un ruolo profondo, spirituale, commovente, con una musica che strappa il cuore.

Altri appuntamenti importanti ti attendono con Tosca all'Arena di Verona e Madama Butterfly al Met di New York. Due ritorni in prestigiosi teatri. Sei emozionata?

Hui He, soprano
Hui He, soprano

Sono molto emozionata per entrambi questi appuntamenti. Verona è la città dove ho scelto di vivere e l'Arena con il suo pubblico straordinario è indubbiamente uno dei teatri a cui sono più legata. Quest'anno festeggerò i quindici anni consecutivi in Arena dal debutto del 2005. Ho cantato moltissimi dei miei ruoli in quel magico luogo e sono contenta di festeggiare quest'anniversario con tre recite speciali, due nei panni di Tosca (23 e 29 agosto) e una come Aida (31 agosto). Il ritorno al Met è un'altra straordinaria emozione, poiché tornerò per la seconda volta a vestire i panni di Cio Cio-San per 11 recite nella meravigliosa produzione di Anthony Minghella e avrò al mio fianco una leggenda dell'opera: Placido Domingo. E' una grande gioia poter cantare nuovamente accanto al Maestro dopo aver fatto dei concerti a Shanghai e "Simon Boccanegra" all'NCPA di Pechino. In questi anni ci siamo incontrati spesso in giro per il mondo e qualche volta lui è venuto ad assistere alle mie recite: è sempre una grande gioia vederlo e ascoltare i suoi preziosissimi consigli. L'altra grande emozione sarà che la recita del 9 novembre verrà trasmessa nei cinema di tutto il mondo!