SONO EMOZIONATO E IMPAZIENTE PER IL DEBUTTO NEL RUOLO DI OROVESO

( Alessandra Giorda) Sale l'attesa a Ravenna e zone limitrofe per il debutto nel ruolo di Oroveso,  di Antonio Di Matteo nel capolavoro di Vincenzo Bellini, Norma, al Teatro Alighieri. La Première il 1 novembre 2019 e seguiranno le recite del 5 e 8 ( novembre c.a.)   Adrenalina a mille, impazienza ed emozione per basso napoletano che da tempo desiderava debuttare questo ruolo. E' giunta l'ora! E' reduce dagli ultimi successi che lo hanno visto nei teatri e festivals più importanti dal Bunka Kaikan di Tokyo, al Salzburger Festspiele e al Costanzi di Roma. Presenza scenica eccellente, voce d'altri tempi, capacità attoriali impeccabili lo rendo uno dei bassi  più apprezzati e seguiti del panorama lirico internazionale. E' stato diretto da illustri nomi come il M° Muti, il M° Chung, il M° Oren...ed ha ha lavorato con altrettanti altisonanti nomi che firmano le più apprezzate regie,  come Ollè, Pizzech, Vick.... La sua agenda è ricca di impegni futuri, ma l'intervista a seguire centra il focus soprattutto sul debutto di Di Matteo nel ruolo del capo dei druidi ( Oroveso) ne la Norma di Bellini opera che fa parte della Trilogia d'Autunno con Aida e Carmen. Come sempre scopriamo anche i desideri professionali dell'intervistato.


Che cosa rappresenta il debutto nel ruolo di Oroveso?

Il debutto di Oroveso vuol dire aggiungere un tassello importante alla mia carriera.

Hai riscontrato maggiori difficoltà dal punto di vista vocale o attoriale?

Mah...si è dal punto di vista vocale è un ruolo abbastanza impervio scritto per una vocalità da bass-baritone. Sono mesi che lo studio per far si che maturi e ho curato ogni particolare. Spero di raggiungere alla fine un buon risultato.

Anticipa le caratteristiche che Cristina Mazzavillani Muti, che firma la regia, ti ha chiesto di mettere in scena per il capo dei druidi ?

La Signora Cristina ha firmato una regia molto tradizionale, ma nello stesso tempo ha dato un'originalità con effetti molto particolari grazie alla tecnologia odierna, sarà uno spettacolo molto intrigante con colori chiari, scuri e mi fermo qui....il resto lo scoprirete dal 1 novembre non so (...e sorride con la simpatia che lo contraddistingue).

Quanto c'è di Antonio in Oroveso? 

Di Antonio c'è tutto, soprattutto cuore e concentrazione. Per me questo debutto rappresenta tanto. 

Sul podio il M° Alessandro Benigni: un commento? 

Mi sono trovato benissimo già dalla prima musicale lavorando in un clima molto sereno...per me è un grande direttore che rispetta le voci.

Cosa ti aspetti dai ravennati?

Questo è il secondo anno che ritorno qui a Ravenna per la Trilogia d'Autunno. Per me è sempre una gioia immensa amo tanto questa città, che dire, spero di ottenere lo stesso riscontro che ho avuto l'anno scorso con Sparafucile nel Rigoletto di G. Verdi.

Che sapore ha la Premìere di ogni opera rispetto alle altre recite ?

Sai alla Premiére si respira sempre un'aria di tensione dove ci si mette in gioco tutto, soprattutto per la regia, anche se per me ogni recita è una Prèmiere.

Hai un gesto scaramantico prima di entrare in scena?

Quando entro sul palcoscenico con la mano tocco il pavimento e mi faccio il segno della croce...affidandomi al Signore.

Quali altri ruoli vorresti debuttare?

Il ruolo che vorrei debuttare è Jacopo Fiesco nel Simon Boccanegra di G. Verdi questo è il mio sogno, spero si avveri presto.

Da Mozart a Bellini e Puccini passando per Verdi, quali delle scritture di questi compositori trovi più adatte alla tua vocalità?

Assolutamente Verdi! La scrittura verdiana sicuramente è più adatta alla mia vocalità, spero di cantare presto un bel ruolo verdiano.