THAÏS DI JULES MASSENET IN SCENA AL TEATRO ALLA SCALA DAL 10 FEBBRAIO AL 2 MARZO

07.02.2022

Thaïs di Massenet, un conflitto tra amor sacro e profano

L'opera è stata rappresentata al Piermarini una sola volta, in italiano, nel 1942.

Sul podio Lorenzo Viotti. Marina Rebeka, Lucas Meachem e Giovanni Sala protagonisti nello spettacolo che segna l'atteso debutto scaligero di Olivier Py.

Thaïsdi Jules Massenet è stata rappresentata alla Scala una sola volta, in italiano, nel 1942, con la direzione di Gino Marinuzzi, protagonisti Mafalda Favero e Gino Bechi. La nuova produzione scaligera, che andrà in scena per sei rappresentazioni dal 10 febbraio al 2 marzo, presentando per la prima volta alla Scala l'originale francese, è quindi un avvenimento culturale importante, sottolineato dal prestigio degli interpreti. Sul podio Lorenzo Viotti, che a 32 anni è Direttore Musicale dell'Opera di Amsterdam e che nella buca scaligera ha debuttato nel 2020 con Roméo et Juliette di Gounod. L'allestimento vede per la prima volta a Milano una delle figure più eminenti del teatro europeo degli ultimi anni, Olivier Py, regista, scrittore, attore e dal 2013 Direttore del Festival di Avignone. A lui il compito di dipanare un testo vertiginoso per gli innumeri rimandi letterari e religiosi che si snodano per oltre due millenni, da Terenzio a Dante passando per Roswitha, fino al romanzo di Anatole France e a Borges. Vertiginoso però soprattutto per la capacità di interrogare il rapporto tra Eros e Agape, le diverse forme d'amore, le prigioni in cui la paura ci chiude, il nostro ardente e incerto desiderio di felicità. Py, solleva il velo dell'orientalismo pompier per rivelare un testo densissimo di implicazioni teologiche ed esistenziali attraverso una fitta rete di rimandi iconografici in cui ricorrono, in diverse versioni, le Tentazioni di Sant'Antonio. Opera costruita da Massenet sul carisma di un grande soprano, Thaïs vede tornare sul palcoscenico scaligero Marina Rebeka, già protagonista tra l'altro di una folgorante Traviata diretta da Zubin Mehta, insieme al baritono americano vincitore di un Grammy Lucas Meachem come Athanaël e all'ormai affermatissimo tenore italiano Giovanni Sala come Nicias. Ma il cast illustra anche la volontà del Teatro alla Scala di dare spazio ai migliori giovani cantanti: i riflettori sono puntati su Caterina Sala (Crobyle), già Barbarina e prossimamente Najade alla Scala, Anna-Doris Capitelli (Myrtale) la cui carriera rossiniana ha da poco toccato Bergamo (Barbiere) e arriverà a Pesaro (Ory), Federica Guida (La Charmeuse) che dopo essersi messa in luce ne La Calisto tornerà come Oscar in Un ballo in maschera, e ancora Valentina Pluzhnikova (Albine), Insung Sim (Palémon) e Jorge Martínez (un servitore).

Un'ora prima di ogni spettacolo si terrà la consueta conferenza introduttiva, tenuta da Liana Püschel con la partecipazione del Maestro Viotti.

A 32 anni Lorenzo Viotti è uno dei direttori più interessanti e ricercati del panorama internazionale. Direttore Musicale della Dutch National Opera, nel 2022 ha proposto Der Zwerg di Zemlinsky e la Missa in tempore belli di Haydn e dirigerà Tosca con la regia di Barrie Kosky. In pochi anni ha diretto tra l'altro il Concertgebouw, i Berliner Philharmoniker, il Gewandhaus, la Staatskapelle Dresden, l'Orchestre National de France e l'Orchestra Gulbenkian di Lisbona che ha guidato fino al 2021 attraendo nuovo pubblico con progetti speciali. In campo operistico Viotti ha diretto tra l'altro Manon Lescaut a Francoforte, Rigoletto a Stoccarda e Dresda, Werther a Francoforte e Zurigo, Tosca a Francoforte e Tokyo, Carmen ad Amburgo e Parigi, Die Csárdásfürstin a Zurigo e Faust a Parigi.

Regista di prosa, opera e cinema, attore, drammaturgo, traduttore, saggista e organizzatore, Olivier Py, che debutta alla Scala con questa produzione, è una figura cardine nel teatro europeo degli ultimi decenni. Difficile riassumere in poche righe l'intero corpus della sua opera e delle sue attività: come regista di prosa sono da ricordare le sue messe in scena di Claudel, Eschilo e Shakespeare di cui è anche traduttore, come saggista la Lettera ai giovani attori (2000) e Les 1001 définitions du Théâtre (2013), come romanziere Les Parisiens (2016). Propugnatore di un teatro intensamente lirico ma anche specchio del presente, ha spesso preso posizione nel dibattito culturale e politico: ricordiamo almeno il Requiem pour Srebrenica ad Avignone nel 1999. Dal 2013 è Direttore del Festival di Avignone, il primo artista a occupare questa posizione dopo Jean Vilar. Tra i prossimi impegni operistici La Juive a Sidney e a Lione, I vespri siciliani alla Deutsche Oper di Berlino, La dama di picche a Tolone e Avignone, Lohengrin e Les Huguenots a Bruxelles.

Nuova produzione Teatro alla Scala

Direttore Lorenzo Viotti

Regia Olivier Py

Scene e costumi Pierre-André Weitz

Luci Bertrand Killy

Coreografia Ivo Bauchiero

Personaggi e interpreti

Thaïs Marina Rebeka

Athanaël Lucas Meachem

Nicias Giovanni Sala

Palémon Insung Sim

Crobyle Caterina Sala

Myrtale Anna-Doris Capitelli

Albine Valentina Pluzhnikova

La Charmeuse Federica Guida

Un servitore Jorge Nelson Martinez

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

Maestro del Coro Alberto Malazzi

Ballerini solisti

Emanuela Montanari / Beatrice Carbone

Massimo Garon / Gioacchino Starace