VI RACCONTO LA NOTTE STELLATA DI VINCENT

09.07.2019

(Maria Basile) Tanto si è scritto tanto si è detto e tanto ancora c'è da scoprire nel capolavoro della "Notte stellata"di Van Gogh. Folle, anticonformista e visionario, dipinse questo quadro (olio su tela cm. 73X92) nel 1889 quando era ricoverato nel manicomio di Arles. Ma perchè, oltre al valore artistico in sè questo quadro è geniale? Ce lo dice l'anno in cui fu dipinto il 1889 quando non ancora esistevano gli osservatori astronomici, il primo quello di Mount Wilson, nacque nel 1905 e diede una prima ricostruzione delle stelle come esse erano in parte già state interpretate da Van Gogh. Vincent intuisce la quasi incapacità del cielo a contenere tutti i corpi celesti nel cosmo, così come conferma ancora più in avanti con gli anni l'osservatorio di Shapley, dove per la prima volta in assoluto si ricostrustruisce un primo modello della struttura di una galassia, era l'anno 1918. Le stelle Vincent le aveva già viste come corpi che animavano un universo per niente immobile per niente statico come si immaginava allora, che formavano un insieme armonioso di infiniti mondi lontani anch'essi pieni di luce ma anche di tormento. Un genio? Facile a dirlo oggi, ma chissà cosa avrebbe risposto Vincent all'epoca, quando in tutta la sua vita non riuscì a vendere un solo quadro e, quando i suoi contemporanei si facevano beffe dei suoi tesori. Forse non avrebbe aggiunto nulla, era troppo preso a guardare il futuro che i contemporanei di allora neanche immaginavano. A sei mesi dalla morte di Van Gogh anche il fratello Theo morì e le tele di Vincent divennero proprietà della compagna di Theo che le distribuì come meglio credette e, sicuramente per pochi spiccioli, a pochi interessati e, per diverse vie la "Notte stelleta " è approdata a New York nel 1941 dove è gelosamente custodita al Museum of modern art e amata come finalmente merita.

Grazie Vincent