VIVO CON EMOZIONE IL DEBUTTO ALLA SCALA E SOGNO IL METROPOLITAN

(Alessandra Giorda) I meneghini attendono il Concerto del 1° di aprile prossimo dove con il Quartetto d'Archi della Scala, sarà protagonista indiscussa una delle più belle voci del momento del panorama lirico internazionale: Andrea Edina Ulbrich. Il mezzosoprano italo-ungherese è già conosciuto in Italia nei teatri più prestigiosi quali il Regio di Torino, l'Arena di Verona senza contare il forte richiamo dell'artista che vanta nel mondo, solo per citarne alcuni, dal Teatro Semperoper Dresden, passando per Colonia per approdare nel Sol Levante a Tokyo.

L'artista sta vivendo un momento di intensa attività professionale con vari debutti. Nell'intervista a seguire rammenta quello all'Opera di Nizza avvenuto da poche settimane al fianco del tenore Fabio Armiliato ed anticipa l'atteso debutto nel tempio della lirica, quale il Teatro alla Scala di Milano, per poi ritornare nella terra natia all'Opera di Budapest.

Notevole la presenza scenica, splendida la voce, perfetta la tecnica tutti ingredienti che rendono questa artista di grande interesse e fuori dalle scene una madre amorevole.

Andrea Edina Ulbrich, mezzosoprano
Andrea Edina Ulbrich, mezzosoprano

Sale l'attesa a Milano per il tuo debutto al prestigioso Teatro alla Scala per il Concerto del 1° Aprile. Come stai vivendo questa attesa?

Sono molto felice di questa opportunità e la vivo con emozione, in attesa di festeggiare un importante anniversario di carriera proprio alla Scala.

Cosa ti aspetti dal pubblico meneghino?

Spero di portare emozioni al pubblico milanese e mi auguro che vengano accolte come è stato altre volte con il pubblico italiano, con il quale ho un feeling particolare.

Sunset di Ottorino Respighi, splendido. Un commento?

Un brano stupendo sulla vita e sull'amore, tipicamente decadente, che si adatta molto bene alla mia vocalità. Amo molto interpretarlo.

Sei reduce dal debutto all'Opera di Nizza con la Philharmonique de Nice con al fianco un tenore di grande pregio quale Fabio Armiliato. Raccontaci il tuo debutto ed un commento su Fabio.

A Nizza ho vissuto un momento splendido per la mia carriera, e cantare con un partner come Fabio per me è stata una gioia e un orgoglio. Un cantante bravissimo e una persona squisita, abbiamo eseguito estratti dal Trovatore, Fabio è un Manrico nobile sotto tutti i punti di vista.

A maggio un altro debutto: Ulrica in Un ballo in maschera all'Opera di Budapest . Raccontaci il "tuo" personaggio.

Dopo Azucena, uno dei ruoli miei preferiti, sono molto emozionata di interpretare per la prima volta Ulrica, un ruolo straordinario sia vocalmente che interpretativamente. Mi emoziona essere accompagnata dall'orchestrazione cupa e "magica" che Verdi riserva genialmente a questa creatura del male.

Andrea Edina Ulbrich, mezzosoprano
Andrea Edina Ulbrich, mezzosoprano

Qual è il tuo rapporto con i ruoli verdiani?

Sono una cantante verdiana e ho cantato Azucena, Amneris, Eboli, Cuniza, nel Requiem e tanti altri, insomma l'incontro con Verdi è stato decisivo per la mia carriera e il mio successo.

Dal repertorio belcantistico a quello del verismo, dove la tua voce si plasma meglio?

Nei primi anni della mia carriera ho cantato ruoli rossiniani e mozartiani (Dorabella e Cenerentola per esempio), ma è nei ruoli verdiani e anche in parte del repertorio tedesco che la mia voce si esprime meglio.

Quali altri repertori vorresti esplorare e quali altri ruoli?

Sicuramente alcuni ruoli wagneriani come Ficka o Erda, un primo assaggio di repertorio tedesco lo ho avuto interpretando ruoli straussiani come Herodias o Hedvig in Reinnixen di Offenbach. Poi sicuramente mi piacerebbe cantare la Principessa di Boullion nell'Adriana Lecouvreur.

La tua carriera inizia in Ungheria per portare il tuo talento in giro per il mondo da Vienna a Colonia, Tokyo, Barcellona, Verona...... Sei soddisfatta?

Mi piacerebbe cantare in una produzione operistica alla Scala e perchè no cantare sul palcoscenico del MET a New York.

Hai avuto modo di confrontarti con spettatori di culture diverse. In quale parte del mondo c'è maggiore sinergia tra te ed il pubblico?

Sicuramente il pubblico italiano e in particolare l'atmosfera unica dell'Arena di Verona, una mia seconda casa (Azucena, Amneris, Fenena).

Sei stata diretta da direttori d'orchestra di fama internazionale come il M° Pinchas Steinberg ed il M° Daniel Oren.... Chi di loro ti ha lasciato un insegnamento fondamentale per la tua carriera?

Ricordo anche Fabio Luisi e in particolare Marco Armiliato con cui ho debuttato all'Arena di Verona inTrovatore (tra l'altro in una recita con il grande Hvorostovky). Ricordo anche Rico Saccani, in una Norma a Budapest, che mi ha insegnato molto sull'interpretazione del Belcanto. Tutti questi maestri mi hanno rivelato e aiutata a definire importanti aspetti musicali.

Cala il sipario, si spengono le luci chi è Andrea nel privato?

Una mamma di un meraviglioso ragazzo italo ungherese di 16 anni