RECENSIONI

SVARIATI MINUTI DI APPLAUSI PER I 12 VIOLONCELLISTI PROTAGONISTI AL LINGOTTO

( Alessandra Giorda) Successo per 12 violoncellisti dei Berliner Philharmoniker che sono stati protagonisti a Torino domenica 24 febbraio 2019 per il sesto appuntamento della stagione 2018-2019 dei Concerti del Lingottto. Gli applausi del dotto pubblico sono stati di quasi 8 minuti. Un vero e proprio successo per i 12 violoncellisti che con la musica hanno condotto i presenti a spasso per il mondo dalla Germania seicentesca del compositore David Funck alle temperate e seducenti sonorità latino americane di Astor Piazzolla, a cui sono stati dedicati numerosi brani presenti nella seconda parte del programma. Graditissime le rivisitazioni del repertorio di tradizione europeo come il secondo brano di Antonín Dvořák (Lasst mich allein) o il celebre Valzer dalla seconda Jazz Suite di Dmitrij Šostakovič, così come escursioni nel repertorio della musica per film con il celebre tema dalla colonna sonora di Titanic composta da James Horner. Inebrianti i brani originali, scritti espressamente per la formazione, come il trittico di Boris Blacher Blues, Espagnola e Rumba philharmonica, composto nel 1972 come omaggio alla nascita del gruppo, oppureDie 12 in Bossa Nova di Wilhelm Kaiser-Lindemanne ancora Para Osvaldo Tarantino di Josè Carli.
 

Moltissimi i consensi da parte degli spettatori che già nell'intervallo del concerto si sono espressi  con giudizi positivi. A termine serata quasi una standing ovation ha ripagato i protagonisti del loro lavoro.

Come sempre all'Auditorium del Lingotto viene presentato il meglio. Questo concerto anticipa  l'atteso appuntamento con l'intera orchestra dei Berliner Philharmoniker che il prossimo 2 maggio chiuderà la stagione e celebrerà i 25 anni di attività di Lingotto Musica.

La recensione si riferisce a domenica 24 febbraio 2019

LA LOKAR E LA SON CON IL M° OREN CONQUISTANO IL PUBBLICO TORINESE IN UNA BUTTERFLY DALLE FORTI EMOZIONI

( Alessandra Giorda) A farla da padrona al Teatro Regio di Torino nella Madama Butterfly sono le protagoniste il soprano sloveno Rebeka Lokar , il soprano coreano Karah Son che si alternano tra i due cast ed il direttore d'orchestra israeliano il M° Daniel Oren.

Essenziale, ma significativa è la regia, con scene e costumi, di Pier Luigi Pizzi, già realizzata per lo Sferisterio di Macerata nel 2009, che doveva essere opera di Gabriele Lavia, ma il destino ha voluto fosse proprio il regista milanese a porre la firma.

Karah Son ha messo in luce in maniera dettagliata l'elemento chiave della regia di Pizzi: la solitudine che accompagna Cio cio san in tutto lo svolgimento della vicenda. La Son è stata molto brava a far trasparire i sentimenti della giovane donna giapponese, l'innamoramento reale per Pinkerton, la ferrea speranza del suo ritorno, anche se forse in cuor suo già aveva capito di non essere corrisposta nell'amore in cui crede ed i valori morali che le sono stati stati insegnati fino ad uccidersi. Muore in solitudine e povertà, ma con dignità, valore tramesso da suo padre. In questa regia è Suzuki che aiuta Cio cio san a morire mettendo in chiaro la solidarietà femminile e la pietà. Solo lei insieme al figlio sono le uniche due persone che sono vicine alla ex geisha. In ogni momento della recita Karah Son ha dato prova di un'espressività naturale e vera sottolineando ogni sfumatura, distinguendosi per doti attoriali da encomio così come quelle vocali. Meravigliosa sulle note di " Un bel di vedremo" Ben delineata è la contrapposizione tra i due mondi quello di Cio cio san, umile ma con saldi valori e quello di Pinkerton ben interpretato dal tenore Murat Karahan, dove il denaro è il mezzo con il quale comprare tutto e tutti senza dar valore ai veri sentimenti.

La direzione del M° Daniel Oren è stata definita da molti in sala " una direzione da antologia". Infatti insieme alla Son ha conquistato il pubblico torinese. Il Teatro Regio era gremito da un attento e ben preparato pubblico che, dopo essersi emozionato, ha applaudito per oltre 9 minuti con esternazioni vocali di apprezzamenti notevoli.

Tutto il resto del cast ha dato il meglio di sè, compreso il mezzosoprano Sofia Koberidze nel ruolo di un'attenta e fedele Suzuki .

Come sempre il coro del Regio, ben preparato dal M° Andrea Secchi, è stato all'altezza della situazione.

Da sottolineare la bravura dei due ballerini Letizia Giuliani e Francesco Marzola che sono stati una piacevole sorpresa nel rappresentare l'amore sulle note dell'Interludio che divide prima e seconda parte del secondo atto.

SOLD OUT PER IL TROVATORE AL REGIO DI TORINO NEL 205° COMPLEANNO DI VERDI

(Alessandra Giorda) Sotto la guida del nuovo Sovrintendente del Teatro Regio di Torino, William Graziosi, Il trovatore di Giuseppe Verdi ha inaugurato la Stagione 2018/2019. Un'opera sicuramente non facile che fa parte della cosiddetta trilogia popolare del Cigno di Busseto.

Sold out per la Prèmiere del 10 Ottobre 2018, che ha raccolto consensi da parte di un pubblico ben preparato che ha ha dato sfogo a svariati minuti di convinti applausi nel finale senza tralasciare quelli durante lo svolgimento della recita.

Senza dubbio le donne sono state le vere protagoniste della della serata. Presenza scenica, eleganza, stile, classe, per il soprano Rachel Willis-Sørensen , nel ruolo di Leonora, che con la cavatina 'Tacea la notte placida' getta le basi per un crescendo di consensi. Fraseggio impeccabile e voce strepitosa consacrano il soprano statunitense un'artista di pregio sul panorama lirico internazionale che è piaciuto all'attento pubblico sabaudo. Curata nei minimi particolari è la sua Eleonora che si toglie la vita per rimanere fedele al suo amato.

Non di meno si può dire per Anna Maria Chiuri, mezzosoprano che porta in scena una Azucena vera mettendo in risalto tutti i tratti del personaggio. Ribelle, selvaggia, tormentata, disperata e vendicatrice, ma anche madre amorevole. Lodevole la capacità attoriale che si evince con la potenza di arrivare al pubblico trasmettendo emozioni profonde. Ottima la tecnica e bella la voce. Fantastica sulle note della celebre canzone "Stride la vampa".

Diego Torre, alias Manrico, dimostra di possedere le qualità giuste anche se nella cabaletta 'Di quella pira' ha raccolto qualche dissenso a mio parere non congruo alla prestazione di buon livello che il tenore messicano ha dimostrato in scena. Di forte impatto la prigione dove sono rinchiusi Manrico e Azucena in attesa della loro esecuzione. Denso di sentimento e degno di nota il duetto della quarta parte con "Ai nostri monti ritorneremo" (Azucena), Riposa, o madre ( Manrico)

Massimo Cavalletti nel Conte di Luna ha dato sfogo ad una gradevole presenza scenica con una voce generosa nel volume. Il baritono toscano porta in scena in maniera egregia il suo personaggio ricco di non facili sfaccettature tra amore e passione, coraggio ed insicurezza. Poco reale è la scena nel finale della prima parte dove Manrico sfida a duello il Conte di Luna.

Con piacere ritengo opportuno tessere lodi per i comprimari che sono stati tutti bravissimi.

Sul podio M° Pinchas Steinberg ha diretto in maniera impeccabile l'Orchestra, ben preparata, del Teatro Regio Da ricordare che la partitura de Il Trovatore abbonda di momenti complessi ed insidiosi con parecchi cambiamenti di tempo non semplici e come il Maestro israeliano si definisce è stato un " degno servo della partitura". Un prezioso valore aggiunto è stata l'interpretazione data valorizzando le sfumature. Plausi al Coro del Teatro Regio diretto all'ineccepibile M° Andrea Secchi.

L'allestimento è del Teatro Comunale di Bologna curato da Paul Curran che firma una regia che vince e convince anche se non tutti. Il regista scozzese di fama mondiale, già direttore artistico della Norwegian National Opera, vanta numerosi premi vinti. Riuscita l'ambientazione a metà ottocento dove, non trovando congeniale quella medievale, ha saputo valorizzare personaggi e vicenda.

Belli e ricchi i costumi di Kevin Knight si contrappongono a scene essenziali e dai colori scuri dove scalinate imponenti la fanno da padrona variando le posizioni nei cambi di scena.

La recensione si riferisce alla recita del 10 Ottobre 2018


IL MUSICAL FRANCISCUS, UNA RAZON PARA VIVIR, CONQUISTA I PAESI BASCHI ED E' SUBITO SUCCESSO 

( Alessandra Giorda, Bilbao) Si è conclusa ieri sera, 7 Settembre 2018, la prima fortunata tappa del tour europeo. Come si prevedeva il musical Franciscus, razón para vivir, dopo lo strepitoso successo in Argentina che lo ha consacrato il musical dell'anno 2016 ed i parecchi premi vinti, conquista i baschi al Palacio Euskalduna a Bilbao. Teatro gremito da persone di tutte le età per la Première del 4 Settembre scorso.

Il musical racconta molto bene la vita di Francesco di Assisi ed in parallelo una storia attuale. Le due storie che s'intrecciano in un continuo flashback. Sono trascorsi 800 anni, ma è tutt'ora attuale il messaggio del poverello di Assisi. Sono messi in evidenza con grande maestria gli ingredienti fondamentali di fede, pace, amore ed evangelizzazione che lo spettacolo porta con sè. La storia attuale si snocciola in momenti tragici di una famiglia di questi tempi ed è ben narrata in un filmato con un cast di attori molto bravi.

Il madrileno M° Alvaro Lozano ha diretto in maniera magistrale la ben nutrita Orchestra, composta da 40 musicisti, che si è rivelata all'altezza della situazione raccogliendo parecchi applausi. Di grande effetto la piattaforma che, ad inizio spettacolo, s'innalza dal golfo mistico, fino a portare gli orchestrali al livello del palco per presentarsi in toto alla platea, per poi ritornare nel buco d'orchestra. Da sottolineare anche il coinvolgimento del M° Lonzano visibilmente catturato dalla splendida musica e dalla storia narrata, forse più sentita perchè è anche un baritono esperto nel repertorio sacro.

Pablo Puyol, Francesco, attore di cinema, teatro, televisione ha al suo attivo parecchi ruoli in musical, è perfettamente entrato nella parte mettendo ben in risalto, non solo, le più piccole sfumature del poverello di Assisi, ma anche il risvolto psicologico del personaggio rendendolo vero e colpendo il cuore del pubblico. Di forte impatto la scena dove Francesco si spoglia dei beni materiali per dedicarsi alla vita spirituale e nel farlo rimane in un nudo integrale, con le spalle rivolte alla platea, per rendere forte il massaggio del cambiamento suggellato dal pannello trasparente che scende sul palco man mano che il poverello di Assisi s'incammina per uscire di scena. Eccelle anche nelle parti cantate dove la sua voce è stata oggetto di apprezzamenti notevoli.

La bravissima attrice argentina Florencia Otero è Chiara di Assisi, che si conferma essere sempre un'artista di notevole spessore. Il volto angelico, la capacità interpretativa e la notevole elasticità vocale la rendono inappuntabile per il ruolo che interpreta perfettamente senza alcuna sbavatura durante lo scorrere della storia. Da sottolineare l'intensità dei sentimenti nelle scene dove Chiara si sente chiamata a vivere la stessa esperienza di fede ed amore del suo amico e vorrebbe seguire Francesco, ma lui le impedisce di farlo e la incita a seguire la sua strada così come quando Chiara, ormai monaca clarissa, dopo anni incontra Francesco molto malato e dalla felicità nell'averlo ritrovato segue il rammarico per le precarie condizioni di salute.

Tra i primi compagni che seguono la nuova vita di Francesco c'è Rufino Scipione interpretato dall'eccellente Patricio Arellano, attore e cantante argentino che ha al suo attivo anche 4 album da solista . Le sue doti vocali sono indiscusse e quelle recitative pure. Abilissimo nel mettere a fuoco le peculiarità della vita da ricco libertino che si beffa della scelta di Francesco a quella da redento che vive in totale spiritualità. Ha dato risalto al suo personaggio studiandone bene il profilo psicologico per farlo rivivere nella sua complessità. Molto apprezzato dall'attento pubblico che lo ha riconosciuto con parecchi applausi e consensi.

Il soprano madrileno Milagros Poblador incanta. In maniera perfetta canta dando sfogo ad una vocalità strepitosa, rendendo ogni momento della sua esibizione ricco di spiritualità e conducendo il pubblico sempre più vicino alla propria dimensione mistica.

Oltre 140 artisti hanno contribuito a rendere lo spettacolo musicale indimenticabile. Plausi doverosi per tutto il resto del cast, per i 22 membri del Coro, il M°Antonio Bautista ed i 18 ballerini che danzano leggiadri e passionali durante lo spettacolo. Belli tutti i costumi, soprattutto quelli bianchi e rossi che creano una gradevole cromaticità di colori che piace.

Si sottolinea lo sfarzo ed il lusso per i costumi che mettono in risalto i personaggi appartenenti alla società benestante e ben si contrappongono a quelli umili dei francescani. Curati nei minimi particolari con pietre che sembrano preziose, passamanerie che danno lustro ad abiti dalle stoffe di pregio e modelli perfetti per la moda del tempo. Meravigliosi e numerosi quelli indossati da "Donna Pica" cosi come quelli del resto del cast.

Un trionfo di luci suggellano la scenografia strepitosa. Cavalli bianchi si avvicendano sul palco. Effetti scenici da lasciare sbalorditi. Il tutto per uno spettacolo veramente imperdibile, elettrizzante e denso di contenuti che scavano nel profondo dell'animo dello spettatore.

Piccoli problemi acustici sono stati prontamente risolti nella recita successiva. Nella serata dopo la Première, all'uscita dal teatro, ho intervistato alcuni spettatori che hanno all'unanimità espresso pareri positivi, ritenendo questo musical un vero e proprio kolossal e molti hanno così commentato: " uno spettacolo strepitoso che lascia a bocca aperta", " colpisce per i messaggi che porta alla gente in una maniera chiara e precisa", "le musiche e le parole delle canzoni toccano il cuore e possono essere oggetto di preghiera", " questo musical è un nuovo modo di pregare divertendosi", " l'autore per scrivere questo musical deve essere un uomo sensibile e di fede"......

La serata della Première si è aperta per una cerchia ristretta di inviati alle ore 19,00 con un cocktail al terzo piano sulla terrazza del Palacio Euskalduna, con una splendida vista sull'incantevole Parco Casilda Iturrizar dove sorge il lussuoso Hotel Melià dove, dopo lo spettacolo, si è tenuta la cena di Gala, composta da undici portate accompagnate da vini di gran pregio, presso il prestigioso ristorante Aizian. Sui tavoli addobbati regalmente serpeggiavano splendide decorazioni con foglie e bacche di eucaliptus. La serata si è conclusa a tarda notte con grande gaudio dell'autore del musical e di tutti noi partecipanti.

Alejandro G. Roemmers, ( autore di Franciscus..) uomo dotato di una profonda fede, ha come obiettivo la diffusione del musical Franciscus, una razón para vivir nel mondo come messaggio di fede, pace e amore, indipendentemente dall'orientamento religioso di qualsiasi popolo.

Il musical prodotto da Jose Luis Moreno è in tour in Europa e nelle date del 11,12,13 e 14 Ottobre 2018 sarà in scena all'Auditorium Forum di Barcellona che vanta tremila posti a sedere.

DARIA MASIERO STRAORDINARIA AL 55° FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA DA CAMERA A CERVO

( Alessandra Giorda, Cervo Ligure) In una Liguria ancora sconvolta per la tragedia del 14 Agosto scorso che ha visto persone innocenti perdere la vita per il crollo del ponte di Brooklyn, come lo chiamano a Genova, eventi che alle porte del 2020 non dovrebbero accadere, il Concerto in cartellone del 55° Festival Internazionale di Musica da Camera a Cervo si è svolto come previsto. Nello splendido scenario sul Sagrato della Chiesa dei Corallini, là dove il secolo scorso il violinista ungherese Sándor Végh ne scoprì l'acustica e grazie al quale nel 1964 nacque il Festival Internazionale di Musica da Camera, un programma ben nutrito ha visto due protagoniste d'eccezione: il soprano Daria Masiero accompagnata al pianoforte dal M° Gisella Dapueto. Arie d'opera del repertorio verista e pucciniano e di Lieder del tardo romanticismo e del Novecento sono stati intervallati da brani strumentali.

Il soprano lombardo ha conquistato il pubblico ricevendo svariati minuti di convinti applausi e moltissimi consensi di spettatori non numerosissimi, ma intenditori di varie età. Si conferma una delle voci più importanti del panorama lirico mondiale.

In tutto il programma ha superato se stessa non solo mettendo in luce doti vocali assai preziose, ma anche un'interpretazione eccelsa ed una eleganza da plauso, ingredienti con i quali ha saputo rapire lo spettatore portandolo a vivere emozioni vere come se fosse protagonista assoluto della storia in atto.

Sulle note di Vissi d'arte, vissi d'amore, aria cantata dalla protagonista femminile Floria Tosca nel secondo atto dell'opera Tosca di Puccini, il soprano Daria Masiero ha egregiamente messo in risalto il dramma per la sua infausta storia d'amore dove in una riflessione intima si rivolge a Dio con tono supplichevole, ma dai tratti velati con un deciso rimprovero, dove eleganza e autorevolezza si snocciolano in una perfezione unica. Il pubblico era lì, partecipe con lei, verso l'Assoluto e percepiva nel profondo il dramma per la tragica storia d'amore.

Con la romanza Un bel dì vedremo ha saputo tramettere il desiderio ardente per ritorno del suo sposo. Quest'aria appartiene al secondo atto dell'opera Madama Butterfly di Giacomo Puccini e, la protagonista, Cio Cio San ( Madama Butterfly) cerca di convincere la scettica Suzuki, sua cameriera, del ritorno del suo amato Pinkerton. La Masiero è stata talmente vera che tutti noi spettatori, aspettavamo dal mare, sul quale la splendida Piazza dei Corallini si affaccia a strapiombo come se fossimo sul ciglio del colle, l'arrivo dell'amato americano.

Anche nel tenero sogno di Lauretta, personaggio dell'opera pucciniana Gianni Schicchi, la Masiero con grande maestria mette in risalto ogni piccola sfumatura sulle note di O mio babbino caro.

Per tutto il Concerto il soprano pavese, cugina dell'indimenticabile attrice Lauretta Masiero, in ogni repertorio dai Lieder di J. Sibelius e E. Grieg al melodramma pucciniano senza scordare Alfredo Catalani con l'opera La Wally, dove canta in maniera straordinaria Ebben? Ne andrò lontana, è stata formidabile.

Daria Masiero è richiesta dai teatri più importanti del mondo e per citarne alcuni: alla Scala di Milano, Regio di Torino, Auditorium di Torino, Carlo Felice di Genova, Massimo di Palermo, Petruzzelli di Bari, Liceo di Barcellona, Arcimboldi di Milano, Festival di Torre del Lago, Teatro dell'Opera di Melbourne, Concert Hall di Cardiff, Art Center Seoul, Concert Hall Beijing, National di Tokyo, Festival di Peralada, Sydney Opera House, Arts Center di Melbourne, Town Hall di Melbourne, Festival di Savonlinna, Salzburg Festspiele.... E' stata diretta da nomi altisonanti come Pappano, Muti, Oren, Chung, Luisotti, Conlon, Volmer, Tokarczyk, Hamalainen, Noseda......

Da sottolineare anche la bravura del M° Gisella Dapueto che ha egregiamente accompagnato al pianoforte il soprano Masiero e si è distinta nell'Intermezzo di Cavalleria Rusticana di Mascagni ricevendo copiosi applausi e consensi sinceri.

Il M° Dapueto è un'artista consolidata concentrata in primis sull'attività concertistica di livello internazionale, oltre ad essere titolare della cattedra al Conservatorio di Genova.

Tra i bis richiestissimi è stata dedicata, a tutti i genovesi che hanno vissuto la tragedia del ponte Morandi, "Ma se ghe penso"canzone divenuta simbolo della cultura ligure e dell'attaccamento dei genovesi verso la propria terra dove ancora una volta, la Masiero ha cantato ed interpretato cogliendo ogni sfumatura della storia narrata ben curando la dizione.

Una serata davvero imperdibile che lascia allo spettatore il privilegio di avere trascorso circa due ore di piacevole cultura e gaudio per l'udito avendo provato emozioni intense.

Recensione relativa al Concerto del 19 Agosto 2018

ECCELLENTE CAST PER COSÌ FAN TUTTE AL TEATRO REGIO DI TORINO

( Alessandra Giorda) A chiudere la stagione 2017/2018 al Teatro Regio di Torino la trilogia Mozart/Da Ponte Le nozze di Figaro (1786) e Don Giovanni (1787) e Così fan tutte (1790). E' proprio su quest'ultima opera che ci soffermiamo e che vide la luce il 26 gennaio del 1790 al Burghtheater di Vienna.

Molto bella la regia del compianto Ettore Scola, in un allestimento del 2003, ripresa da Vittorio Borrelli con le scene di Luciano Riccieri. Opulente scenografie corredate da dipinti ed arredi di gusto fanno da perfetta cornice alla vicenda che si svolge sul meraviglioso Golfo di Napoli e ben risaltano i costumi di Odette Nicoletti nella loro eleganza e sfarzosità. Una raffinata policromia si evince con l'azzurro/avio per Dorabella e Fiordiligi, rosso crèmisi per Guglielmo e Ferrrando da ufficiali e panna con sfumature corda nelle vesti esotiche, crema per Don Alfonso e vari colori per quelli di Despina. Il tutto arricchito da un gioco di luci di gran bell'effetto e per questo il plauso va a Vladi Spigarolo. Bella la scena del "vascello" che porta e riporta Ferrando e Guglielmo.

Molto bene Francesco Marsiglia (Ferrando) che ha sfoderato le sue doti tenorili coadiuvate da un'ottima recitazione sia nei panni di giovane soldato che nel travestimento dal carattere esotico.

Anche la gradevole voce baritonale di Andrè Schuen ha dato vita ad un Guglielmo attento e preciso vocalmente, mettendo in luce le capacità attoriali apprezzate dal pubblico.

Di assoluta rilevanza sono le due sorelle Fiordiligi e Dorabella, finte ingenue, che dalla disperazione per la partenza dei loro amati, dopo poche ore gioiscono per le nozze con due stranieri sconosciuti. Bellissima voce per il soprano Federica Lombardi( Fiordiligi) che, alle sue doti vocali molto apprezzate dal pubblico che la acclama durante la recita, fa seguito una notevole presenza scenica. Apprezzamenti importanti per il mezzosoprano Annalisa Stroppa che, come ormai ci ha abituati in ogni suo personaggio, ha il gusto per la cura del dettaglio rendendolo vero, intenso, elegante e raffinato dai risvolti psicologici contraddittori. La sua disinvoltura scenica e vocale la rende una delle artiste più apprezzate del momento.

Plausi anche al mezzosoprano Lucia Cirillo che con grande abilità ha messo in scena una spumeggiante ed agile Despina, briosa sia nel canto che nella recitazione oltre che ad essere la vera protagonista nel registro comico. Quasi un vero dottore nel travestimento nel primo atto per poi diventare notaio, nel secondo atto, per firmare gli atti di matrimonio fra le due dame ferraresi ed i due finti ufficiali albanesi. Momenti di assoluto divertimento che sconfinano nella vera e propria spassosità.

Al suo debutto di ruolo, il baritono Roberto De Candia sfodera una convincente vocalità dando vita ad un Don Alfonso, filosofo ed uomo di cultura, di notevole interesse mettendo in luce molto bene le caratteristiche che lo rendono il vero il deus ex machina.

Sul podio il M° Diego Fasolis, al suo debutto al Regio di Torino, impeccabile in una direzione puntuale e precisa che ha sottolineato ogni sfumatura della partitura mozartiana coadiuvato dalla prestigiosa Orchestra del Teatro Regio.

Nel concertato finale Fortunato l'uom che prende ogni cosa pel buon verso.. il vero senso dell'opera dal risvolto psicologico che induce ad un' attenta introspezione e riflessione sui limiti dei rapporti umani.

Copiosi sono stati glia applausi di un pubblico attento che ha premiato questo favoloso cast e si spendono lodi anche per il Coro del Teatro Regio sotto la direzione del M° Andrea Secchi.

La recensione è relativa alla recita del 28/06/2018

SUCCESSO PER I DUE ATTESISSIMI CONCERTI A TORINO

( Alessandra Giorda)Doppio appuntamento sotto la Mole per due concerti che segnano al chiusura della stagione concertistica 2017/2018 all'Auditorium Rai Arturo Toscanini il 29 e 30 Maggio ed il 30 Maggio all'Auditorium Giovanni Agnelli per Lingotto Musica.

Nel primo appuntamento l'enfant prodige Alexander Malofeev ha letteralmente conquistato il pubblico. La sua esibizione è stata straordinaria e grazie al suo talento tanti i giovanissimi come lui hanno gremito l'Auditorium Rai e lo hanno applaudito. Il giovanissimo pianista per il suo debutto con l'Orchestra Rai ha proposto la Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov.


La direzione era affidata al coreano Myung-whun Chung, tra i direttori più apprezzati e richiesti al mondo. Eccelle per tanto per bravura quanto per modestia ed il popolo sabaudo lo ha riconosciuto con uno scrosciare di applausi.

Nella seconda parte della serata Chung ha proposto la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 di Ludwig van Beethoven detta Eroica, monumentale affresco celebrativo scritto per Napoleone Bonaparte.

Molti sono stati i riconoscimenti che il pubblico, assiduo frequentatore dell'Auditorium Rai, ha speso parole di elogio per l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai che ha trovato tutti d'accordo sul valutare come quest'Orchestra negli anni abbia fatto progressi degni di plausi. "Da una semplice Orchestra come tante ora ha fatto progressi tali da poter con orgoglio suonare in tutto il mondo"

Myung-whun Chung

Ascolta servizio con musica su Radio Blu Italia Giovedi 31 maggio 2018 ore 21, 45 https://www.radiobluitalia.net/

Sold out per Riccardo Muti all'Auditorium Agnelli al Lingotto per Lingotto Musica con l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, formazione da lui fondata nel 2004 e composta da musicisti italiani tutti di età inferiore ai trent'anni, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti.

Un successo strepitoso con un programma ben nutrito ha acceso gli animi degli spettatori, non solo piemontesi ma giunti anche da Regioni limitrofe per il grande evento. il M° Muti ha dato il meglio di sè dirigendo in maniera impeccabile senza tralasciare ogni minimo dettaglio. Il programma della serata è tra i suoi prediletti e molto sentito. Ha avuto la straordinaria capacità di trasmettere grandi emozioni al pubblico, così come l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, formata da giovani talenti, ha superato ogni aspettativa.

Il programma della serata era dedicato alla musica orchestrale degli operisti italiani nella seconda metà dell'Ottocento, Alfredo Catalani (1854-1893)Contemplazione, Pietro Mascagni (1863-1945)Intermezzo da Cavalleria rusticana, Ruggero Leoncavallo (1857-1919)Intermezzo da Pagliacci,Giacomo Puccini (1858-1924)Intermezzo da Manon Lescaut,Giuseppe Martucci (1856-1909)Notturno op. 70 n. 1, Umberto Giordano (1867-1948)Intermezzo da Fedora,Giuseppe Verdi (1813-1901) Ballabili dell'Atto III da I vespri siciliani: Le quattro stagioni Sinfonia da I vespri siciliani.

Al termine della serata dopo svariati minuti di applausi, il M° Riccardo Muti, che il prossimo mese festeggia i 50 anni di carriera, ha tenuto un discorso denso di significato mettendo in luce come le Istituzioni non tengono in considerazione la Cultura, apportando drastici tagli senza considerare che la Musica è tra i patrimoni che l'Italia vanta nel mondo. Ha speso parole sentite per l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini facendo i migliori auguri per il futuro.


TRIONFO PER I LOMBARDI ALLA PRIMA CROCIATA AL REGIO DI TORINO

( Alessandra Giorda) Dopo l'esito di Nabucco che mandò il pubblico in delirio, nell'autunno del 1842 Verdi si mise al lavoro dell'opera I Lombardi alla prima crociata che era destinata ad essere rappresentata per il Carnevale del 1843. Anche per quest'opera il Cigno di Busseto ricorse al librettista Temistocle Solera. I Lombardi alla prima crociata, dramma lirico in quattro atti, si riferisce ai Lombardi che avevano marciato per liberare Jerusalem dai saraceni.

Tale opera vide la luce l'11 Febbraio del 1843 al Teatro alla Scala di Milano sotto la direzione del primo violino Eugenio Cavallini e fu la prima opera di Verdi ad essere rappresentata a New York ed a San Pietroburgo.

Al Teatro Regio di Torino erano ben 92 anni che non veniva più messa in scena. Che dire? Geniale averla inserita nella Stagione 2017/2018. Un cast internazionale eccellente consacra il successo della quarta opera di Verdi sotto la Mole nella una nuova produzione realizzata con l'Opéra Royal de Wallonie-Liège.

Stravincono il soprano Angela Meade, il M° Michele Mariotti, il Coro ed il tenore Francesco Meli.

Un gradito ritorno per il soprano statunitense che già aveva lavorato con il Teatro Regio nel 2016 ai prestigiosi Stresa Festival, all'Edimburgh International Festival....oltre che nel 2014 con il Guglielmo Tell.
La sua voce, che la conferma un soprano lirico pieno e con un'ottima tecnica, ha raccolto successi di pubblico e critica. La Meade si è perfettamente calata nel ruolo rendendo la sua Giselda vera. Da sottolineare l'attenzione avuta, in ogni minimo particolare anche nella recitazione tanto che gli spettatori l'hanno ripagata con una spontanea ovazione, oltre ai numerosi commenti positivi tra i quali: " ha una voce che fa sognare" .

La direzione d'orchestra affidata al M° Michele Mariotti, esperto del repertorio belcantistico, è stata strepitosa. Ha lavorato con il cast ponendo l'attenzione per il colore e per il fraseggio. E' dotato di grande sensibilità musicale e raffinato esperto di voci. Infatti è ritenuto uno dei direttori d'orchestra più lodevoli ed apprezzati. Un debutto che lascia senza dubbio il segno e che il popolo sabaudo attende di rivederlo al Teatro Regio. Nell'intervallo molti i commenti dei presenti sul M°Mariotti :" stupefacente, coinvolgente, meraviglioso..."

Grande protagonista di quest'opera è il Coro che ha regalato momenti indimenticabili durante lo svolgimento dell'opera. Già nel I Atto, con Oh nobile esempio! getta le basi per un prosieguo che man mano si fa sempre più interessante e piacevole all'ascolto. Sulle note " O Signore, dal tetto natio" è stato eccelso. Si tratta di un passaggio di una delicata melodia ed effetto studiato, dal momento che Verdi ha cercato di ripetere il successo del "Va pensiero" nel Nabucco. Encomio anche al M° Andrea Secchi che ha svolto un lavoro privo di pecche con il Coro del Teatro Regio.

Un eccellente Francesco Meli, porta in scena un Oronte che non passa certo inosservato cesellando ogni piccolo particolare del suo ruolo che ha avuto successo. Nell'ultima scena del III Atto con " Qual voluttà trascorrere" traspare grande emozione per gli ultimi momenti di vita di Oronte che dirigendosi verso Giselda le dice che l'aspetta in cielo.

Al I Atto, Pagano, Arvino, Giselda, Viclinda e Pirro danno vita ad meraviglioso quintetto vocale,ma la scena inizia con il bravo basso Alex Esposito, Pagano, con "Qui nel luogo santo e pio . Durante lo svolgimento dell'opera ha dato sfoggio ad una vocalità da encomio ed ha messo in luce il tormento che "abita" nella mente del figlio di Folco, signore di Rho.

Il basso Antonio Di Matteo, Pirro, ha dato sfogo alla su vocalità di rara bellezza ed ha nuovamente confermato di essere un artista di classe e, anche se la sua parte era tra i coprotagonisti, non per questo è passato inosservato. Anzi il pubblico attento ha gradito la sua notevole presenza scenica. Bravo come sempre.

Grande raffinatezza per il soprano Alexandra Rosa Zabala e Lavinia Bini.

Il soprano colombiano nel ruolo di Sofia, moglie del tiranno d'Antiochia, è stata come sempre perfetta. I piemontesi la ricorderanno senza dubbio in un'indimenticabile Aida al Coccia di Novara nel Dicembre del 2016.

Così anche il soprano Lavinia Bini nel ruolo di Viclinda, non è stata da meno. Splendide voci per entrambe e ricerca notevole nelle sfaccettature dei loro personaggi. Certo è che sono due artiste un po' sprecate per ruoli minori, ma è anche vero che un cast di notevole elevatura, come questo e per un'opera così difficile, ha necessità che ogni ruolo sia affidato ad artisti di straordinarie capacità come le loro.

La regia affidata a Stefano Mazonis di Pralafera è stata molto apprezzata ed aderente "al volere" di Verdi: "ben strutturata, incorniciata da scene semplici e lineari che concentrano l'attenzione sulla drammaturgia".
Complimenti a tutto il resto del cast che ha contribuito al trionfo di questa difficile opera del giovane Giuseppe Verdi.


VINCENTE "LA REGINA DI GHIACCIO" CON LA STRAORDINARIA REGIA DI MAURIZIO COLOMBI

( Alessandra Giorda) Per il mese di Gennaio ed i primissimi giorni di Febbraio Turandot la fa da padrona nella capitale subalpina. Sembra quasi che il fato, nella Torino magica, abbia voluto dedicare un tributo per l'ultima erede di casa Puccini, la Signora Simonetta, la cui dipartita è avvenuta a dicembre scorso, con l'ultima opera incompiuta del celebre Maestro toscano. Prima il grande successo al Teatro Regio di Torino con un cast stellare e la regia straordinaria di Stefano Poda e poi in tutt'altro genere arriva La Regina di Ghiaccio al Teatro Alfieri. Due spettacoli diversi, il primo lirico ed il secondo un musical, ma nei loro settori due diamanti che brillano di luce propria. Sold out anche per La Regina di Ghiaccio dove firma la regia, una mente eccelsa del musical, Maurizio Colombi. Geniale l'idea di trarre spunto dalla lirica per un musical la cui messa in scena è precisa e puntuale. Il sipario si apre con 4 quadri, uno che raffigura il celebre compositore Giacomo Puccini, l'altro la locandina originale di Turandot e così via con La Bohème e Madama Butterfly. I capaci attori spendono alcune parole ben dosate e dirette sul compositore e l'opera in oggetto: Turandot. Da questo primo impatto si delinea l'alto livello dello spettacolo che con un linguaggio semplice ed un genere che in Italia raccoglie un vasto pubblico, arriva direttamente anche a chi di lirica è profano. Purtroppo nel nostro Paese, culla del belcanto, l'opera lirica è ancora, nella mente dei più, un genere age per intellettual-chic. Ben differente all'estero dove esportiamo questo prodotto con successi incredibili su tutte le fasce di età, dai giovanissimi ai più longevi.

Squadra vincente non si cambia, infatti dopo il gran successo di Rapunzel, il medesimo cast è stato confermato per La Regina di Ghiaccio dove la più amata dagli italiani, Lorella Cuccarini è Turandot, al suo fianco Pietro Pignatelli alias Calaf ed un cast artistico formato da venti straordinari performer fra attori, cantanti, ballerini, acrobati.

La chiave di lettura di questo musical si avvicina alla mente dei più piccoli con l'inserimento di tre streghe, Tormenta, Gelida e Nebbia che per i più adulti possono rappresentare i meandri più nascosti della psiche di Turandot ben evidenziati in tutto lo svolgersi della storia, ma che raggiungono l'apice quando la Regina cinese incontra Calaf ed è combattuta nei suoi sentimenti.

Lorella Cuccarini, che festeggia 20 anni di musical, si conferma essere sempre una grande artista in ogni ruolo. Glaciale, perfida, dalla mente malata e diabolica che uccide provando piacere, ma anche dolce e sensibile quando l'incontro con Calaf la porta a provare emozioni forse mai vissute. La Lorella di sempre, quando alla fine dello spettacolo, incita il pubblico a cantare con lei e balla con grinta, dinamismo e piacere come quando, agli inizi di carriera, teneva gli italiani incollati alla tv al sabato in attesa dei suoi balletti.

Eccellente Pietro Pignatelli, Calaf che per tutto il musical è padrone del palcoscenico. Quando viaggia sulle note della celebre romanza Nessun dorma un brivido serpeggia lungo il corpo degli spettatori, la sua voce emoziona e colpisce arrivando dritta la cuore degli ascoltatori grandi e piccini.

Ovviamente la famosa romanza è in chiave pop e rivisitata in un duetto meraviglioso tra Pignatelli e la Cuccarini. Anche in questo passaggio si evidenzia la bravura del regista Maurizio Colombi che, in un momento sacro nel mondo della lirica, ha avuto il coraggio di offrire una chiave di lettura fedele ed al tempo stesso diversa da quanto scritto nel libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, risultando vincente. La musica originale è composta da 18 emozionanti brani musicali arrangiata e diretta da Davide Magnabosco e mantiene i riferimenti melodici ad alcune tra le più famose arie di Puccini.

Molto ben rappresentati anche Ping, Pong e Pang che sono stati perfetti nei loro ruoli. Un plauso a tutto il cast che ha conquistato il pubblico torinese e riscosso consensi durante le tappe del tour. Luci ed effetti fanno da cornice ad uno spettacolo da non perdere.

Recensione della recita del 2/2/2018

TRIONFA AL REGIO DI TORINO LA TURANDOT BLACK AND WHITE DI PODA CON UN CAST STELLARE


( Alessandra Giorda) Black and white, con qualche sfumatura di rosso, il must per la Turandot di Puccini dove Poda firma la strepitosa regia. Un vero trionfo sia alla Generale che alla Prima. Una scenografia elegante dalle linee pulite e raffinate lascia a bocca aperta gli spettatori. Bravissimi i danzatori che accompagnano tutta la narrazione rappresentando l'impulso, la frenesia , la calma, la meditazione....Costumi stupendi per Ping (Gran Cancelliere) Pang ( Gran Provveditore) Pong ( Gran Cuciniere) che cambiano durante lo svolgersi dell'opera. Di grande effetto quelli che rappresentano le interiora del nostro corpo, il sistema circolatorio e quello scheletrico. Lusso si sprigiona nella giacca di Ping tempestata da Swarosky. Che dire delle varie Turandot che indossano costumi di effetto con parrucche biondo platino? Fantastiche ! L'effetto nudo per il corpo di ballo è sorprendente così come di forte impatto la scena del terzo atto quando indossa costumi color nero e si stringe in centro palco formando un cerchio che lascia intravedere Liù.

Poda senza dubbio vince questa sfida alla grande dove ha curato regia, scene, luci, costumi e coreografia. Una Turandot che non ha tempo e dove Poda scava nella parte psicologica dei personaggi dando una visione profonda che scende nei meandri della mente umana. Turandot non è solo una principessa dal cuore di ghiaccio, ma è una proiezione che nasce dalla mente di Calaf e dà origine a varie Turandot che sul palco sono molteplici.

Non sarà il bacio di Calaf a sciogliere la gelida principessa cinese, ma Liù che con la sua morte darà la vita a Turandot, una vita a 360 gradi che comprende anche la sfera emotiva dotata di umanità. In questa regia Liù diventa colei che libera dal male e dona amore. Infatti nella scena della morte della giovane schiava non cade a terra trafitta dal pugnale rubato, ma vive nelle varie Turandot mutandole . Con la morte di Liù l'opera termina, il M° Noseda, che ha diretto in maniera esemplare, ha voluto scegliere la versione originale dove Puccini aveva interrotto la composizione. La scelta è doppiamente encomiabile, poichè da un lato rispetta il volere di Giacomo Puccini, dall'altro si sposa bene con la regia di Stefano Poda perchè non può essere un bacio a tramutare il perfido carattere della terribile Principessa.

Rebeka Lokar (Turandot ) ha perfettamente interpretato il suo ruolo dando spazio alla sua voce dai toni potenti. Il soprano sloveno è una glaciale Turandot che s'impone sul palco con grinta e determinazione. Veramente brava.

Eccellente Erika Grimaldi (Liù). Da sottolineare nel primo atto la romanza "Signore, ascolta" sempre bella e toccante e nel terzo atto sulle note di Tu che di gel sei cinta, aria che esprime perfettamente il contrasto tra Turandot e Liù, la Grimaldi non ha lasciato spazio ad alcuna sbavatura arrivando perfettamente al pubblico che ha ampiamente applaudito. Al termine dell'opera gli spettatori hanno riconosciuto il soprano astigiano strappandole momenti di vera commozione.

Jorge de León ( Calaf), tenore di spicco che sulle note di Nessun dorma mette a nudo le sue capacità degne di nota in un contesto pieno di dolore e struggimento. Sfodera bene il suo stato d'animo in ogni particolare dal quale si evince la speranza di vincere, senza averne la certezza. La sua performance è stata puntuale in ogni frangente durante lo svolgimento dell'opera. Presenza scenica, doti vocali e grandi capacità interpretative lo consacrano un grande del panorama lirico internazionale attuale.

Da sottolineare il debutto di ruolo di Marco Filippo Romano, in Ping. Il baritono siciliano è stato all'altezza della situazione. Un ruolo che gli calza a pennello anche se assume un carattere più composto. Abituati a vederlo in ruoli dell'opera buffa, come in Don Magnifico, Don Bartolo...ha messo in luce come sia un artista completo, capace di portare in scena personaggi diversi rendendoli veritieri .

Il baritono Roberto Abbondanza, ( Un mandarino) dalla presenza scenica elegante che raggiunge l'apice quando indossa un soprabito bianco foderato di rosso, si è confermato di essere sempre all'altezza dei ruoli che canta con una vocalità precisa.

Tutto il cast che definirei stellare, cantanti, coro delle voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio G. Verdi, ed il corpo di ballo hanno saputo dare il meglio di sè per una riuscita di quest'opera da lode che ha raccolto una quantità significativa di consensi.

GREASE CONQUISTA ANCHE TORINO E TERMINA IL TOUR NEL PRESTIGIOSO TEATRO VERDI DI PARMA

( Alessandra Giorda) Grande successo al Teatro Alfieri di Torino per il Musical che, dopo quasi quarant'anni dal film con John Travolta e Olivia Newton-John, continua a conquistare grandi e piccini. Tutte e tre le generazioni, nonni, figli e nipoti, hanno applaudito il notevole cast che ha avuto la capacità di coinvolgere il pubblico che ha cantato e ballato in maniera scatenata con i protagonisti di GREASE. Teatro pienissimo con tanto entusiasmo, voglia di divertirsi e moltissimi i giovani che hanno atteso Guglielmo Scilla e Lucia Blanco, al termine dello spettacolo, in Via Confienza per le foto di rito con i loro idoli. Anche qualche capello brizzolato, con la scusa di accompagnare figli o nipoti, ha scattato un selfie con alcuni membri del cast.

Tutti veramente molto bravi, ottime le capacità recitative degli attori che hanno interpretato perfettamente il loro ruolo. Anche nel canto nulla da eccepire. Veramente un vero successo. La scenografia semplice, ma molto d'effetto, ha messo in risalto gli attori. Bellissimi i costumi anni '50 che esprimono una cromaticità d'impatto.

Con più di 1.500 repliche all'attivo e oltre 1.700.000 spettatori, GREASE, il musical dei record prodotto da Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi, che negli anni si è trasformato in un vero e proprio fenomeno pop, nel 2017 festeggia 20 anni di grandi successi (lo spettacolo ha debuttato proprio a Milano il 4 marzo 1997 e, da allora, ha dato il via alla musical-mania in Italia).

Per l'edizione speciale 2017 Compagnia della Rancia è orgogliosa di presentare il nuovo volto per Danny Zuko: GUGLIELMO SCILLA, conosciuto sul web anche come Willwoosh, che dal successo della rete ha collezionato importanti esperienze in TV, radio e cinema, interpreta il leader dei T -Birds protagonista del musical.

Lucia Blanco interpreta il ruolo di Sandy al fianco di Guglielmo Scilla. Lucia veste i panni di Sandy, la ragazza acqua e sapone che arriva a Rydell e, per riconquistare Danny, si trasforma diventando sexy e irresistibile. Un personaggio indimenticabile, reso famoso dall'interpretazione di Olivia Newton-John nel film del 1978.

Molte sono ancora le tappe del tour di Grease, che dopo i successi avuti a Milano, Roma, Assisi, Catania, Bari, Messina, Genova e Torino, parte alla volta del prossimo appuntamento 16/17 Dicembre a Rimini, poi Siena, Firenze, Bologna, Cremona, Carpi, Massa, Padova per concludere nel prestigioso Teatro Regio di Parma, uno dei teatri lirici più importanti in Europa , il 30/31 gennaio 2018.

La recensione si riferisce alla recita del 5/12/2017

UN'AIDA SPETTACOLARE CON NUNZIA SANTODIROCCO 

Il 17 luglio scorso un' Aida veramente bella in scena all'Arena di Verona . Tutto il cast è stato molto convincente sotto la magistrale regia di Gianfranco De Bosio. Scenografie , scene e costumi hanno lasciato a bocca aperta tutti gli spettatori. Atmosfere spettacolari e cavalli bianchi coadiuvati da ricchezze sceniche hanno rapito gli spettatori.

Luciana D'Intino (Amneris), Stefano La Colla (Radames), Alberto Mastromarino (Amonasro), Carlo Cigni (II Re dell'Egitto), Sergei Artomonov (Ramfis), Francesco Pittari (Un Messaggero), Elena Serra (Sacerdotessa) hanno dato prova di professionalità e sono stati bravi ed equilibrati nei loro ruoli. Laciana D'Intino ha spiccato per la sua esibizione quasi superba, come lei sa fare. Da sottolineare la bravura del mezzosoprano nella prima scena del secondo atto , quando la principessa egizia rivela alla schiava il proprio amore per Radames . Stefano La Colla con Celeste Aida si è distinto ed imposto ad un pubblico molto esigente. Dovrà ancora migliorare qualche dettaglio , ma promette molto bene.
Nunzia Santodirocco è stata la vera rivelazione della serata ! Meravigliosa ! Il suo debutto in Arena è stato fortunato. Ha sostituito l'indisposta Zanettin e da cover ha trionfato. Giuseppe Verdi dall'aldilà non potrà che essere fiero del soprano che si è attenuta scrupolosamente alla "vera" Aida del M° di Busseto. Infatti è un'opera lirica dove Verdi ha creato un universo in cui tutti hanno perso la loro casa ed il diritto di esistere , nutrendosi solo di sogni ed utopie e per quanto riguarda il soprano Santodirocco ne è stata degna interprete anche sotto il profilo psicologico, dove si nota uno studio e approfondimento notevole dell'artista Non solo si è dimostrata una cantante lirica a 360°, con ingredienti quali doti musicali , splendida voce, presenza scenica , ma sono emerse anche le capacità recitative. Non solo cantante, ma anche attrice in un' Aida passionale e struggente . Perfetta nei duetti con Amneris , in quelli del terzo atto con Amonasro e Radames . Superba nel finale ! La Santodirocco ha ricevuto gli applausi di un pubblico attento e preparato senza contare le numerose richieste di autografi .
Impossibile non menzionare la nota coreografa Susanna Egri che ha superato se stessa. Pubblico in visibilio per i primi ballerini Amaya Ugarteche, Alessia Gelmetti, Evghenij Kurtsev e Antonio Russo e tutto il corpo di ballo coordinato dal M° Gaetano Petrosino.
19 Agosto 2016